Appalti e sicurezza, vertenza aperta

Sindacati degli elettrici ed Endesa torneranno a confrontarsi già nei prossimi giorni per verificare e rafforzare le azioni in materia di sicurezza agendo sul fronte della formazione e dell'informazione, sia per il personale interno, sia per quello esterno. È quanto è emerso ieri, stando almeno a una nota dei sindacati, nel corso dell'incontro che Fnle-Cgil, Flaei-Cisl, Uilcem-Uil, Rsu e Rls dell'impianto termoelettrico avevano richiesto ai vertici Endesa dopo l'incidente in cui otto giorni ha perso la vita Bernardo Fanelli, operaio di una ditta esterna. Sindacati e società apriranno, il 13 gennaio, anche un tavolo relativo alla riorganizzazione interna alla centrale, per quel che riguarda gli organici e collegata anche alla trasformazione a gas dei gruppi 3 e 4 e all'ambientalizzazione dei gruppi 1 e 2. Pur confermando l'apertura del tavolo di confronto, l'azienda ribadisce però la volontà di non andare a nuove assunzioni a ridosso del passaggio al metano il cui utilizzo richiede molto meno personale. Secondo i vertici di Endesa, che hanno ascoltato le rivendicazioni dei sindacati su organici e gestione degli appalti in relazione all'incidente mortale di otto giorni fa, l'infortuno non può comunque essere imputato a un calo di attenzione sulla sicurezza in centrale a provocare l'infortunio.
I sindacati e i rappresentanti dei lavoratori sono preoccupati comunque anche per le prospettive dell'impianto a fronte del rallentamento delle procedure di autorizzazione del gasdotto indispensabile per procedere alla riconversione dei gruppi a olio combustibile. Alle spalle l'ipotesi del «tutto carbone», preferita per i suoi riflessi positivi sull'occupazione, le organizzazioni sindacali vorrebbero vedere sbloccato l'iter e quindi l'avvio dei lavori nel più breve tempo possibile. È quanto hanno ribadito nell'incontro di lunedì che il sindaco Gianfranco Pizzolitto aveva convocato d'urgenza dopo l'incidente mortale accaduto in centrale otto giorni fa. I sindacati temono infatti di ritrovarsi nel giro di quattro anni con due gruppi, quelli a olio, sostanzialmente fuori mercato e quindi con un impianto ridotto ai soli due gruppi a carbone (da 170 megawatt ciascuno, contro i 320 di quelli a olio combustibile). Il sindaco dal canto suo ha confermato come la Valutazione di impatto ambientale del gasdotto, di competenza regionale, avrà tempi più lunghi. La commissione ha chiesto a Endesa delle integrazioni che la società intende comunque fornire in tempi rapidissimi. A lato rimane sempre, però, ha confermato ancora Pizzolitto, la mancata concessione del passaggio sulle proprie servitù da parte di Snam. Un problema che sarebbe comunque risolto da una Via regionale favorevole al gasdotto.
la. bl.