Consiglieri comunali, polemica sulla trasferta oltreconfine

Nell'opposizione son porte sbattute e qualche muso lungo per la piacevole trasferta, ahiloro saltata. Ma neanche nella maggioranza lo spirito è dei migliori: c'è chi grida alla «manovra politica» che il Centrosinistra avrebbe attuato per far fare ad An e Forza Italia la figura di quelli che se ne vanno in giro per il mondo a spese dei contribuenti. Ed ecco l'ultimo pasticcio targato Expo. Minimale, stavolta. Le versioni a tratti divergono, ma la storia in sostanza è questa.
In Comune si pensa a un pullman su cui far viaggiare fino a Parigi per lavoro alcuni dipendenti comunali. La capogruppo di An Alessia Rosolen lancia: perché non noleggiare un mezzo maxi e offrirlo ai consiglieri? Il 16 dicembre potrebbe segnare la città. Il presidente del consiglio Bruno Sulli (An) concorda. Invita i 40 a esprimersi. Il viaggio si fa in economia, per pagare ci sono i soldi a bilancio per le trasferte dei consiglieri. La posta è agli sgoccioli, ma c'è una cifra dal gabinetto del sindaco. Spese coperte. O quasi. Le adesioni arrivano: poco meno di una decina dall'opposizione - c'è chi reputa subito poco opportuno uno sbarco di massa a Parigi - una quindicina dalla maggioranza, ricorda Sulli. E anche quando il pullman è sostituito dal volo charter, non cambia molto: si può fare.
Ma ecco una riunione dell'opposizione. A chiederla il ds Fabio Omero, «perché in consiglio si era da poco discusso se concedere ai Cappuccini diecimila euro. E andare poi tutti a Parigi...» Ieri, una nota: «I consiglieri del Centrosinistra confermano l'importanza di una presenza a Parigi di tutte le parti politiche anche per sottolineare la condivisione piena del progetto. Ma, viste la situazione economica in cui versa la città e la difficoltà del Comune stesso a far quadrare i conti, hanno deciso che a rappresentarli a Parigi saranno solo i capigruppo». Fulvio Camerini, Ulivo, e Roberto Decarli, Cittadini.
Per il capogruppo azzurro Piero Camber «a voler essere maliziosi, la ripartizione del budget consentirà loro di coprire interamente le spese, mentre noi forse dovremo aggiungerci qualcosa». Aggiunge Rosolen: «Buttano fango inutilmente... I soldi da utilizzare provengono dalla stessa posta cui l'opposizione ha più volte attinto. Allora staremo attenti a ogni loro trasferta». Di «manovra politica» dice anche Sulli, ma l'opposizione contrattacca: «Volergli far fare brutta figura? È l'interpretazione che danno loro», dice Omero. E Decarli: «Noi abbiamo ritenuto solo di non appesantire le spese. Non c'è alcuno spirito di polemica, che peraltro non vogliamo innescare». Punto. Risultato: a Parigi ci saranno due consiglieri di Centrosinistra, e una decina (salvo rinunce) di Centrodestra.
Intanto sono comparsi in città i manifesti di An e Fi per l'Expo. I finiani invitano a «meno liti meno chiacchiere più fatti più unità» perché «Trieste guarda al futuro». Fi sfodera un «Expo, Berlusconi ha sostenuto Trieste, adesso il mondo sceglie». A dire il vero, da Roma agli azzurri di tutta Italia era stato ordinato di procacciarsi consensi parlando delle tasse ridotte. Ma per Trieste hanno fatto un'eccezione: «Puntate sull'Expo».