Appiccò il fuoco a un anziano



Id: 1017493
Testata: IL PICCOLO Edizione: MONFALCONE
Data:
Pagina: 21
Data_di_Pubblicazione: 31/03/2004
Descrizione:
Titolo: Accusa di tentato omicidio per due giovani cormonesi che in una «privata» erano stati protagonisti di una bravata nei confronti di un sessantenne di San Lorenzo Gli versano addosso grappa e gli danno fuoco
Didascalia_Pubblicazione: _
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Due giovani cormonesi avevano dato fuoco a un sessantenne di San Lorenzo dopo averlo cosparso di grappa. Rinviati a giudizio per tentato omicidio, uno di questi, E. M. di 28 anni, ha chiesto e ottenuto di essere giudicato con il rito abbreviato. Ma ieri il giudice Vicinanza ha ritenuto di assumere nuove prove. Così ha rinviato l'udienza al primo febbraio. Durante il dibattito, svoltosi in camera di consiglio, sono emerse discordanti le versioni fornite a suo tempo agli inquirenti dal titolare del locale dove è avvenuta l'incresciosa vicenda e la parte lesa. Così Vicinanza ha deciso di procedere a un confronto tra i due per accertare la vericidità dei fatti. Intanto il difensore di E. M. avvocato Antonio D'Alessandro ha già anticipato che chiederà la derubricazione da tentato omicidio a lesioni personale dopo che il medico legale Franco Furlan aveva ricordato che la vittima era stata giudicata guaribile in 40 giorni.
Il fatto risale al febbraio di cinque anni fa e si è svolto in una «privata» di via Corona, a Cormòns. È quasi mezzanotte e all'interno del locale, di cui è titolare il cinquantaquatrenne E. M., ci sono alcuni avventori. Una battuta tira l'altra, si alza la voce per qualche parola di troppo. A un certo punto compare un bottiglione di due litri di grappa che, stando all'accusa, due giovani cormonesi - F. G. di 26 anni, e E. M. di 28 - lo svuotano addosso a A. L., 61 anni, abitante a San Lorenzo. Non si accontentano di inzupparlo di acquavite, gli danno fuoco con un fiammifero. Gli abiti s'incendiano e solo il tempestivo intervento del titolare della «privata» impedisce che l'uomo diventi una torcia umana.
La cosa sembra finita lì.. Nessuno chiama il 118 anche perchè A. L. se ne va via da solo e torna a casa. Solo in un secondo momento, i suoi familiari, viste le condizioni dell'uomo, lo portano al pronto soccorso. Ed è sufficiente un'occhiata dei medici, per capire che quelle ustioni sono piuttosto serie. Così A. L. viene trasportato all'ospedale di Udine.
Il referto del medico inchioda i due giovani cormonesi alle loro responsabilità: gli atti compiuti erano idonei a provocare la morte del sessantenne. Di qui l'imputazione di tentato omicidio. Guai giudiziari anche per il titolare della «privata»: durante le indagini avrebbe tenuto una condotta reticente, da qui la richiesta di rinvio a giudizio per favoreggiamento.