In Viale una fontana con due mascheroni

Sorpresa: all'inizio del Viale XX settembre sta sorgendo una fontana. Si sapeva che il progetto di riqualificazione del viale firmato dagli architetti Luciano Celli e Marina Cons prevedesse anche una fontana, ma ieri è iniziata la sua installazione e i cittadini hanno potuto vedere - e azzardare i primi commenti - l'effettiva realizzazione di quella che è senza dubbio destinata a diventare una delle opere più «in vista» della città.
Ieri gli addetti della Starc Enterprise, l'impresa incaricata della messa in opera, hanno cominciato il montaggio delle parti qualificanti della fontana: due giganteschi volti fusi in alluminio lucidato, ciascuno del peso di 150 chili. Le maschere saranno montate su una stele per un'altezza massima di 3 metri e mezzo, mentre la vasca avrà un diametro di 4 metri e mezzo. L'acqua uscirà dalle bocche delle maschere, mentre lungo la stele che le regge una serie di luci verdi creerà - specie di notte - un gioco di rifrazioni. «Siamo una ditta specializzata soprattutto in scenografie teatrali - dice Andrea Stibiel, titolare assieme ad Alessandro Starc della Starc Enterprise - e per questo lavoro rappresenta una delle realizzazioni più importanti».
La nuova fontana posta all'inizio del Viale è un concentrato di simboli, come spiega Luciano Celli, l'architetto la cui firma compare sotto alcune delle opere più importanti realizzate a Trieste negli ultimi anni - dallo stadio Rocco alla sede del Lloyd Adriatico - con una spiccata passione per la mitologia e le sue interpretazioni fra passato e presente. «Durante le ricerche per il progetto di riqualificazione del Viale - spiega Celli - abbiamo scoperto come nei primi anni dell'Ottocento all'inizio del viale vi fosse un recinto con un cancello: segnava l'uscita dalla città e l'inizio di una passeggiata agreste frequentata in particolare dal popolo; da qui l'idea di identificare la fontana con Giano bifronte, figura mitologica che presiede alla nascita e alla fine di ogni cosa, e simbolicamente i mascheroni contrapposti indicano le due direzioni dello spazio (entrata e uscita) e del tempo (passato e futuro)».
In quanto ai volti, un uomo e una donna, scelti per la figura di Giano, «derivano dal calco di due mascheroni situati sulla cornice sotto la gronda del Politeama Rossetti». Anche questa è una citazione storica: «Nel tempo - spiega Celli - il Viale è diventato da passeggiata agreste zona preposta allo spettacolo: lì sono sorti i primi cinematografi, lì si faceva teatro, il cabaret nei caffè, e prima della costruzione del Politeama c'era il circo. Le due maschere di derivazione teatrale introducono appunto a un luogo di spettacolo».
In quanto alla scelta di collocare una fontana invece che un qualsiasi altro arredo, l'allusione è ovvia: l'acqua ricorda l'antico acquedotto.
Pietro Spirito