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Visioli contro Scoccimarro «La Provincia paga due volte per il fallimento Show up»

Il convegno-meeting «Le giornate del tuo futuro» e la mostra fotografica «Gli occhi della guerra» svoltesi regolarmente qualche anno fa, e per i quali la Provincia aveva versato contributi per migliaia di euro, sono ripiombate come un boomerang nelle stanze di Palazzo Galatti. Il fallimento della ditta «Show up» s.a.s attraverso la cui attività erano state realizzate le due manifestazioni hanno costretto, infatti, la Provincia ad adottare una delibera con la quale si autorizza «l’insinuazione della Provincia di Trieste nel fallimento della ditta Show up» e si determina «in euro 27.500 il danno subìto dalla Provincia» per i contributi versati per il convegno e per la mostra fotografica.
Nella delibera si parla esplicitamente di danno in quanto da una verifica della documentazione già presentata dalla Show up a titolo di rendicontazione al fine della liquidazione dei contributi - come precisa la stessa delibera - si è potuto constatare che fatture presentate da alcune ditte risultavano invece, agli atti della Provincia, regolarmente quietanzate.
La Provincia segnalerà l’accaduto all’autorità giudiziaria con una denuncia, ma intanto scoppia la polemica. Dennis Visioli, consigliere di Rifondazione comunista, osserva come la Provincia, in questo caso, abbia «ritenuto di dare la propria fiducia a soggetti che si sono dimostrati poi inaffidabili». Visioli si chiede quindi «quali siano i criteri secondo i quali in Provincia si affida a un soggetto piuttosto che a un altro l’organizzazione di un evento». E, aggiunge Visioli, «presenterò un’interrogazone e chiederò l’intervento della commissione trasparenza sull’intera questione per conoscere attraverso quali meccanismi la Provincia, sia in grado di controllare, al di là del caso specifico, la regolarità di atti e documenti che le vengono sottoposte».
Il presidente Scoccimarro, da parte sua, getta acqua sul fuoco: «La delibera è un atto dovuto, la giunta, in tutto questo, non c’entra per nulla». «I debitori privilegiati - aggiunge - verranno pagati e quindi, in qualche modo, sono fortunati. Fossero stati semplicemente creditori della ditta fallita...». «Nessuno poi - conclude - poteva sapere che quella ditta era inaffidabile. Non c’era alcun elemento che potesse far ritenere che fosse a rischio».
c.g.

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