Niente bronzo sul tatami per la Cavazzuti

ATENE Tatami amaro in Grecia per le judoka italiane. Sabato Giuseppina Macrì è stata sconfitta dalla cinese Feng Gao nella categoria 48 chilogrammi. Quest'ultima si è aggiudicata la medaglia di bronzo a parimerito con la tedesca Julia Matijass. La stella dello judo femminile giapponese, Ryoko Tani, ha difeso invece con successo la corona olimpica battendo la francese Frederique Jossinet, e si è aggiudicata la medaglia d'oro. La medaglia d'argento è andata alla Jossinet. Per Tani è stata la quarta finale olimpica (1992, 1996 e 2000) e con un «waza-arì» ha sugellato la vittoria di nuovo sulla francese che sconfisse ai mondiali di Osaka.
Per Tani, soprannominata «razzo tascabile», è la seconda medaglia d'oro olimpica: impresa senza precedent. Ieri invece l'ennesima delusione per le italiane. Nel torneo olimpico, categoria 57 kg, Cinzia Cavazzuti è uscita dal tabellone principale. L'azzurra ha prima impattato con l'olandese Deborah Gravenstijn per limite di tempo, poi ha perso per ippon. Sfumato anche la possibilità del bronzo. A mettere definitivamente fuori l'azzurra nel girone dei ripescaggi è stata la spagnola Isabel Fernandez. A vincere l'oro, nella finale, è stata la tedesca Yvonne Boesnisch. L'argento è andato alla nordcoreana Kye Sun-Hui. Il bronzo è andato parimerito all'olandese Deborah Gravenstiyn e alla cubana Yurisleidy Lupetey.
Queste le medaglie della prova maschile di Judo, categoria 73 kg: Oro: Lee Won-hee (Corea del Sud) Argento: Vitaliy Makarov (Russia) Bronzo: Leandro Guilheiro (Brasile) James Pedro (Stati Uniti).
Si complica intanto la vicenda di Arash Miresmaeili, lo judoka iraniano al centro di un incidente diplomatico tra Iran e Israele. Nei giorni scorsi l'atleta aveva annunciato di non volersi battere per motivi politici contro l'avversario israeliano assegnatogli dal sorteggio per il primo incontro del torneo, sollevando le proteste veementi della delegazione della Stella di David. In seguito l'iraniano, che rischiava la squalifica, è sembrato disposto a scendere sul tatamì ma, a quanto pare, stava solo preparando una mossa a sorpresa.
Il colpo di scena ieri: Miresmaeili, che appartiene alla categoria inferiore ai 66 chili, si è presentato al controllo del peso con diversi chili di troppo. Uno stratagemma pragmatico che gli ha consentito di evitare l'incontro. La federazione israeliana ha protestato e ha chiesto una punizione esemplare. «Credo che la federazione internazionale dello judo dovrebbe prendere posizione e dire che non si possono mischiare politica e sport», ha dichiarato Eddy Koaz, capo dell'organismo, «dovrebbero punirli, perchè non è la prima volta che lo fanno. Non possiamo permetterlo, perchè se la passano liscia altri Paesi lo faranno».
Dura la risposta di Theran. Il portavoce del governo ha ribadito che il Paese «non riconosce il regime sionista» e ha lodato il comportamento di Miresmaeili. «Ringraziamo tutti gli atleti che volontariamente aderiscono alla nostra politica negli eventi internazionali», ha detto «li consideriamo i nostri veri eroi nazionali ed eroi della pace».
La federazione internazionale, arbitro dello spinosissimo contenzioso, non sa che pesci prendere.