La bella della carabina non sfila: oggi spara

IL PERSONAGGIO TRIESTE La nazionale italiana di tiro a segno è stata una delle prime delegazioni a raggiungere il villaggio olimpico di Atene 2004, già il 6 agosto. Agli ordini del Commissario tecnico Gino Brocchieri, oltre a Francesco Bruno, Virgilio Fait, Marco De Nicolo e Sabrina Sena, anche la triestina Valentina Turisini. La bionda e avvenente tiratrice, cresciuta al poligono di Opicina e poi perfezionatasi nella carabina ad aria compressa con il Gruppo Sportivo Forestale, è al suo debutto ai giochi olimpici. Valentina approda nel massimo teatro agonistico portando in dote una trentina di titoli italiani e alcuni piazzamenti in chiave internazionale, tra cui un 9.o posto agli europei del 2004 ed un 10.o alla Coppa del Mondo dello stesso anno. È una delle tante atlete che l'Italia, e la stessa Trieste sportiva, scoprono solo in occasione dei giochi olimpici. Anno denso di impegni, fondamentale per la sua carriera sportiva, senza contare che lunedì Valentina compirà 35 anni.
Ma già oggi è il giorno delle qualificazioni feminili nella carabina ad aria compressa. Valentina, come l'intera compagine azzurra di tiro a segno, ha disertato ieri sera la cerimonia di apertura dei Giochi olimpici. Una vigilia, la sua, fatta infatti di allenamento, con razione di tre ore al tiro, e poi a letto presto in previsione di una autentica levataccia: «Abbiamo previsto la sveglia attorno alle cinque – ha spiegato Valentina Turisini alla vigilia del debutto ad Atene. Saremo al poligono alle 9 e vogliamo arrivarci nella massima condizione di riflessi e concentrazione. Il poligono dista dal villaggio olimpico circa tre quarti d'ora – ha aggiunto l'azzurra – e ci si arriva abbastanza agevolmente, senza affanni. In questi giorni di attesa e allenamenti tutto è filato via liscio – ha sottolineato la triestina – fa abbastanza caldo ma pienamente sopportabile grazie alla brezza».
Sono più di ventimila gli atleti ospitati nel villaggio di Atene 2004. Emozione, sacrificio e attesa lasciano spesso spazio a momenti di socializzazione. «È uno degli aspetti della Olipiade – racconta Valentina Turisini – si sta assieme, non solo tra gli azzurri. In questi giorni ho avuto modo di legare molto, nei rari momenti di pausa, a pranzo o a cena,con atleti del basket o ragazze del softball. Si può trovare di tutto, ma senza eccessi o disordini. Anche la sicurezza mi è sembrata adeguata. Non mi è parso di notare misure particolari o eccezionali ma nel complesso, anche sotto questo profilo, le cose stanno funzionando nella maniera giusta».
Da oggi si fa sul serio. La tiratrice triestina tenta l'approdo tra le otto finaliste affrontando le eliminatorie sulla distanza dei 40 copli. Un eventuale insuccesso non lo scalfirebbe. La conquista di Atene è già stata una medaglia. Tutto il resto arricchirebbe il suo palmares e l'imminente festa di compleanno.
Francesco Cardella