07 agosto 2004 —
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sezione:
Cultura - Spettacolo
UDINE Ci sono storie che lasciano il segno e che non possono essere dimenticate. Storie che a distanza di anni colpiscono ancora per la loro attualità. «Il sovversivo», spettacolo presentato in anteprima al Teatro San Giorgio, si basa su una di esse. Il libro da cui è tratto, «Il sovversivo. Vita e morte dell'anarchico Serantini» di Stajano, è il parto di un'Italia immersa in feroci tensioni sociali.
Racconta la vicenda di Franco Serantini, ventenne anarchico, che il 5 maggio del 1972 partecipò al presidio antifascista indetto da Lotta Continua a Pisa contro il comizio di Giuseppe Niccolai, onorevole missino. Il presidio venne duramente attaccato dalla polizia e durante una delle numerose cariche Serantini subì un violento pestaggio. Trasferito al carcere Don Bosco, venne trovato in coma nella sua cella. Il 7 maggio morì.
L'autopsia fu traumatica: «Un corpo massacrato, al torace, alle spalle, al capo, alle braccia. Tutto imbevuto di sangue». Questa l'agghiacciante testimonianza dell'avvocato Giovanni Sorbi, che assistette all'autopsia. Le indagini volte a scoprire i responsabili affogarono nella burocrazia giudiziaria italiana. Il libro di Stajano ha dato un grande contributo a mantenere viva la memoria di Serantini e lo spettacolo, per la regia di Massimo Furlano, ha lo stesso obiettivo, ricollegandosi a fatti che a distanza di anni si sono ripetuti in un'Italia mutata nel tempo, ma in fondo rimasta sempre simile a se stessa.
Il monologo di Laura Cosco, giovane promettente attrice, traduce nell'incertezza dei gesti e nella confusione dei movimenti tutta la rabbia angosciosa e il disorientamento di un periodo indecifrabile. Lunghi momenti di silenzio e sospiri, filtrati da una scenografia di velo che racchiude l'anima di un giovane in una cella immaginaria. Le sequenze di immagini di Teresa Terranova e le musiche di Simone Sant accompagnano questo viaggio pungente, forse a tratti eccessivamente silente, a tratti eccessivamente sperimentale. Ma in sostanza, uno spettacolo dalle potenzialità notevoli.
Emanuela Pezzetta