Fortuna Drossi: «Il Santorio va ceduto, meglio se alla Sissa»

TRIESTEBotta e risposta tra i consiglieri regionali Bruno Marini (Forza Italia) e Uberto Fortuna Drossi (Cittadini) in merito alla cartolarizzazione dell'ex ospedale Santorio di Trieste. Dopo le critiche dell'esponente forzista alla scelta della Regione di mettere in vendita un immobile che, a detta di Marini, «doveva mantenere la destinazione d'uso e ospitare una Rsa (residenza sanitaria assistita) per gli anziani» arriva la replica di Drossi Fortuna. «Il mio auspicio è che quella sede vada alla Sissa, ma teniamo presente che sarà indetta un'asta per cui un imprenditore potrebbe benissimo acquistare il Santorio e decidere di fare una casa di riposo per anziani», è la premessa del presidente della quarta Commissione consiliare.
Trasformare il Santorio in una casa di riposo è una soluzione poco probabile secondo Fortuna Drossi, testimoniata proprio dalla recente dismissione dell'immobile dettato esclusivamente da un motivo economico. «Era impossibile mantenere una simile struttura, i costi erano troppo elevati. La sua chiusura è stata decisa alcuni anni fa, mentre la possibilità di realizzare una casa di riposo è stata subito scartata per ragioni di natura economica: è una proposta indubbiamente suggestiva, ma rimane appunto una suggestione».
Davanti alle critiche di Marini, che aveva parlato «di faciloneria e superficialità da parte della giunta» sottolineando «il disinteresse della Regione verso una politica sociale per la realtà triestina», il consigliere illyano ribatte che «il ricavato della vendita del Santorio andrà proprio alla sanità triestina».
L'immobile sarà messo all'asta alla fine di settembre assieme ad altri nove beni dell'amministrazione regionale che, nella cartolarizzazione, ha complessivamente inserito 104 proprietà. «La soluzione migliore per il Santorio rimane quella prospettata della Sissa. Se poi ci sarà qualche privato ben venga, ma è difficile - dice Fortuna Drossi - trovare un acquirente per un edificio di 24mila metri quadrati. E' difficile, ad esempio, mantenere un albergo o una clinica privata di quelle dimensioni. Il Santorio è invece il posto ideale per l'ampliamente della Sissa, che in quegli spazi potrebbe realizzare anche una zona congressi e una foresteria».
Pietro Comelli