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Fiom e Uilm: allo «smacco» non risponderemo con scioperi

La Fiom e la Uilm non intendono raccogliere «le provocazioni della Eaton Automotive», ma allo stesso tempo mettono in campo un piano d’azione. E in settembre, al rientro dalle ferie, daranno il via alle azioni che finora, «per rispetto dei lavoratori», non sono state attuate nonostante il comportamento definito «oltremodo scorretto» dell’azienda di via Bagni. La vertenza Eaton sfugge ormai a ogni logica e a ogni tentativo di mediazione. E tra sindacati e direzione aziendale si è aperto un vero baratro sfociato nella strappo estremo di giovedì pomeriggio quando l’azienda non ha consentito alla rappresentanza di Fim e Fiom di entrare in fabbrica per incontrarsi con la Rsu e i rispettivi iscritti.
«È stato un episodio di gravità inaudita - ha rilevato ieri il segretario territoriale Fiom Massimo Masat - che indica chiaramente la volontà di Eaton di drammatizzare la situazione, cosa peraltro già evidente con il rifiuto, insensato, di partecipare al tavolo di mediazione indetto in Provincia dal presidente Giorgio Brandolin. Non solo era stata la Eaton a chiedere il coinvolgimento della Provincia. Ma lo stesso sindacato aveva dimostrato buona volontà con la sua proposta di aumento salariale che rientrasse nel contratto integrativo. Alla luce di ciò, il rifiuto di trattare con il sindacato diventa un controsenso». E soprattutto, secondo Fiom e Uilm, è il segnale di una nuova strategia. «A fronte della responsabilità dei sindacati, che hanno chiesto ai lavoratori di non astenersi dal lavoro per non causare ulteriori danni alla situazione - ha continuato Masat -, l’azienda ha risposto facendo ”terrorismo” paventando ricadute occupazionali. È così riuscita a promuovere una lettera da parte di alcuni dipendenti cui peraltro è stata data una risposta decisa da un numero ben maggiore di lavoratori». A tutto questo va aggiunta la proposta della Eaton di spostare l’incontro di mediazione a settembre.
«L’idea stessa di aspettare un mese e mezzo per poter arrivare a una soluzione indica chiaramente che c’è la volontà di non risolvere - ha concluso il segretario Fiom -. Per questo, pur non promovendo iniziative per non pesare ulteriormente sui lavoratori, entro la prossima settimana ci incontreremo con le associazioni confederali e decidere le prossime mosse nella speranza che anche la Fim sia coinvolta in quest’azione».
e. o.