Unione, c'è l'accordo su Parola

TRIESTE «A Pisa proprio non ci torno, voglio rimanere a Trieste». Più categorico di così il centrocampista Andrea Parola non potrebbe esserlo. E' pisano di nascita e anche calcisticamente parlando, però di rivestire la maglia nerazzurra non ci tiene. «A Pisa non voglio assolutamente rientrare, penso che le due società troveranno un accordo», è la speranza dell'alabardato che, proprio per la sua determinazione, sembra avere convinto il Pisa a cedere la metà del suo cartellino alla Triestina. Il nuovo direttore sportivo nerazzurro Pietro Tomei (ex Ancona), che ha preso il posto di Mauro Meluso, in un primo momento voleva far rientrare Parola per tentare la scalata in serie B ma, di fronte alle forti resistenze del pelato, ha dovuto rassegnarsi. E così il Pisa accontenterà il centrocampista, ovviamente dietro una contropartita economica, che sarà definita entro il 23 giugno. L'idea condivisa è di non andare alle buste.
Diversa e per certi versi più complicata è la situazione di
Francesco Marianini. La Lucchese vorrebbe riempire le casse proprio grazie la cessione del centrocampista, richiesto anche da altre squadre, assieme a quella di altre due pedine che potrebbero fare gola all'Alabarda. L'attaccante Masini e il tornante Lenzini. Proprio quest'ultimo potrebbe rientrare nell'affare-Marianini e allargare la collaborazione tra Triestina e Lucchese che, anche quest'anno, ha fallito i play-off della serie C1. Dario Lenzini ('84) è un altro pisano, proprio come Parola e Marianini, che ha giocato alla Lucchese e nel Cuoio Cappiano e può vantare anche la convocazione nella nazionale under 20. La colonia toscana, dunque, con l'arrivo dell'esterno di centrocampo si allargherebbe ancora. Ma il principale nodo da sciogliere è la comproprietà di Marianini. «Spero che la Lucchese non metta i bastoni tra le ruote. Sinceramente non vedo il motivo di tornare indietro: ho fatto tanto per conquistarmi la serie B e mi piacerebbe mantenere la categoria», dice il diretto interessato.
La sua permanenza in alabardato, assieme a quella di
Denis Godeas, è la più delicata delle compro-prietà che la coppia Berti-Seeber dovrà risolvere. Entro il 23 giugno, invece, Triestina e Reggiana dovranno mettersi d'accordo sul futuro di Morris Molinari. L'ex ds reggiano Foschi avrebbe volentieri riscattato il difensore, ma la nuova dirigenza non è dello stesso avviso. Molinari, in passato pupillo di Tesser che lo riporterebbe volentieri a Trieste, dopo essere stato scaricato dall'Avellino per alcuni problemi fisici ha stentato a riprendersi sia nella breve esperienza in alabardato sia in quella granata. Solo due stagioni fa, quando giocava a Teramo, era stato premiato come il miglior difensore centrale della serie C1.
Pietro Comelli