02 giugno 2004 —
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Trieste
Alcuni fornitori non pagati per una mostra fotografica hanno trascinato il pr e lamministrazione di palazzo Galatti davanti ai giudici Una grande abilità di parola, un raffinata capacità di stringere rapporti con «chi conta». Ma anche una certa difficoltà a gestire nel tempo gli agganci e le amicizie.
Fabio Raker, il quarantacinquenne pubblicitario arrestato lunedì con laccusa di bancarotta fraudolenta per aver fatto sparire non meno di centomila euro oltre ai beni aziendali, è stato assegnato subito ai «domiciliari». Non può uscire dallabitazione di via del Bergamino in cui vive con i genitori e di cui ha perso il diritto di proprietà per le sue precedenti vicissitudini economiche.
Era stato infatti dichiarato fallito il 3 luglio 2002, quando era al vertice della «Promozioni Italia», società in nome collettivo. Suo socio era Cesare Bossi, come si legge sul sito del Tribunale di Trieste in cui sono elencati anno per anno tutti i fallimenti dichiarati in città. In precedenza Fabio Raker aveva operato con il «Gruppo nuova comunicazione srl», anchesso incappato in un crack. Era stato dichiarato fallito il 6 ottobre 1998. Il giudice che aveva emesso la sentenza è Giovanni Sansone, attuale presidente della Sezione fallimentare.
Nonostante queste disavventure lex calciatore Fabio Raker, secondo linchiesta diretta dal pm Lucia Baldovin che lo ha fatto arrestare, ha continuato la sua attività di pubblicitario e di «p.r.»
«Non è stato il regista della mia campagna elettorale» ha puntualizzato ieri il presidente della Provincia Fabio Scoccimarro, aggiungendo di aver conosciuto Raker «come tanti altri triestini, perché questultimo aveva gestito alcune campagne pubblicitarie per la Democrazia cristiana».
Tuttavia il rapporto professionale di Fabio Raker considerato ora vicino al Centrodestra e a An in particolare benché con consulenze pubblicitarie bipartisan con la Provincia in questi ultimi anni ha avuto una certa frequenza. Nel maggio 2003 lagenzia «Show up» di via Filzi 15, ora posta sotto sequestro dal presidente aggiunto del gip Nunzio Sarpietro, aveva infatti organizzato alla Stazione marittima la mostra fotografica «Gli occhi della guerra».
«Promossa dalla Provincia e dalla Regione, in collaborazione con Live Europe e Trieste Fotografia, la mostra si avvale di un centinaio di immagini curate da fotografi italiani specializzati nel documentare conflitti» si leggeva sulle cronache della rassegna. Erano state proposte foto di Francesco Cito, Gian Micalessin, Almerigo Grilz e Raffaele Ciriello. Ora la Provincia per gli strascichi di questa mostra con tre distinte delibere giuntali ha dovuto nominare tre legali. Alcuni fornitori che «Show up» o meglio, secondo laccusa, Fabio Raker, non hanno pagato, hanno trascinato lamministrazione di palazzo Galatti davanti ai giudici per ottenere il dovuto. La richiesta complessiva sfiora i 25 mila euro.
Ma non basta. Nel marzo del 2003 alla Stazione marittima la Provincia aveva organizzato in collaborazione sempre con la società «Show up», una manifestazione sul tema: «Le giornate del tuo futuro. I giovani e la Nuova Europa». Al convegno era stata presente anche il ministro per le Politiche comunitarie Rocco Buttiglione.
Nel luglio del 2002 «Show up» aveva organizzato per lAssociazione autonoma commercio e turismo, con il sostegno della Regione e la collaborazione del Trieste city club, «Musica a colori per le piazze di Trieste». «La Regione ha il compito di appoggiare concretamente le varie iniziative a carattere turistico presenti a Trieste» aveva sottolineato lallora assessore regionale Sergio Dressi alla conferenza di presentazione.
Altra iniziativa nellaprile del 2002. Lassessorato provinciale alle politiche scolastiche era intervenuto nella campagna per prevenire gli infortuni domestici e aveva preparato una dispensa stampata in diecimila copie da consegnare a tutti gli studenti e docenti delle scuole medie e superiori. «La dispensa è stata curata da «Show up», su iniziativa dellAssociazione donne europee-Federcasalinghe, in accordo con la Provincia che provvederà alla campagna di diffusione e informazione nelle scuole» era stato scritto il 18 aprile 2002. Alla presentazione Raker aveva partecipato come responsabile del progetto regionale infortuni domestici. Aveva sottolineato la chiarezza dello slogan: «Basta poco per vivere sicuri».
Claudio Ernè