Se n'è andato Dreossi eroe dell'Ardenza Plasmava i numeri uno

Un'altro pezzo di storia calcistica bisiaca se n'è andato. Sicuramente anche lassù Claudio Dreossi (per tutti Biagio), vinto da un male incurabile una decina di giorni orsono a 72 anni, starà insegnando a qualcuno l'arte di parare un pallone. Partito a vent'anni alla volta di Arezzo, Dreossi ha girato lo Stivale in lungo e in largo difendendo le porte di Livorno, Sanbenedettese, Reggiana, Bari, Napoli e Salernitana, divenendo in talune zone un vero e proprio idolo: all'«Ardenza» di Livorno era osannato come un eroe in quella formazione che presentava pure Armando Picchi, a Napoli il comandante Achille Lauro non faceva mistero della sua stima.
Ritornato in terra bisiaca si dedicò alla formazione dei numeri uno allenando a Monfalcone, San Pier, Romans, Pieris e Ronchi (in queste ultime due società anche a livello di Prima squadra). «Devo moltissimo a Biagio - ricorda commosso Angelo Graziano, preparatore dei portieri del Pieris - una persona esemplare con la dote innata del saper insegnare e trasmettere tutto il suo sapere: per me è stato una sorta di padre-maestro». «Persona umile e introversa - afferma invece l'attuale allenatore del Ronchi, Dennis Carloni - mi ha plasmato tra Monfalcone e Ronchi, facendomi diventare un buon numero uno. Ma Dreossi rimane Dreossi, era unico».
Matteo Marega