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Parmalat, Tanzi offre tutte le sue ricchezze

MILANO Calisto Tanzi offre il suo patrimonio per salvare la Parmalat. Ieri l’ex patron dell’azienda di Collecchio è stato interrogato, per la quarta volta, nel carcere di San Vittore. Intanto le indagini si allargano, per cercare il «tesoro» che gli inquirenti ritengono sia ancora nascosto, e per cercare di far luce su tutte le operazioni truffaldine messe in atto in questi anni. Alle procure di Parma e Milano si è unita la procura distrettuale di New York per indagare sulle attività negli Usa dei manager Parmalat e sui collocamenti dei bond che non saranno rimborsati e che tanti danni stanno provocando ai risparmiatori. Nel mirino, adesso, ci sono le banche.
Patrimonio a Bondi. Tanzi scrive un breve memoriale, lo legge al giudice Salvini e il tutto viene messo a verbale.
«Vuole dare le chiavi del suo patrimonio, le società e le attività turistiche a Bondi», dice il suo avvocato. Si tratta di conferire alla procedura fallimentare una serie di beni che andrebbero a costituire l’attivo della società. «In questo momento - dice Tanzi - resto convinto che l’attivo, se ben valorizzato, possa in discreta parte compensare il passivo di cui si è parlato». Gli esperti hanno già fatto i conti: le due barche sono stimate 10 milioni di euro, le azioni Parmatour (che non è compresa in Parmalat Finanziaria) valgono ben poco perchè la società da anni va male ed ha un forte indebitamento. Poi ci sono quote di Tanzi nella «Coloniale», la società di famiglia che ha il 51% di Parmalat, ma se il valore di Parmalat è quasi azzerato, anche le quote di Tanzi non hanno valore.
Comunque, il Cavaliere ha risposto a tutte le domande dei giudici. Avrebbe negato di aver ordinato la distruzioni dei documenti contabili e, stando ai suoi legali, ha negato la presenza di «tesori» all’estero. «Anche se - hanno aggiunto - potrebbero esserci risorse di cui il Cavaliere nemmeno sa l’esistenza». Tanzi sarebbe apparso affaticato, ma la procura ha dato parere contrario agli arresti domiciliari, si deciderà dopo i risultati della perizia medica.
Indagini negli Usa. Perquisiti gli uffici di New York dell’avvocato Zini (trasferito da San Vittore a Parma). Zini è il consulente di Tanzi che ha creato il fondo Epicurum alle Isole Cayman.
Perquisizioni. Documenti sono stati sequestrati nella sede della Banca del Monte (gruppo Montepaschi di Siena) a Parma mentre il presidente Franco Gorreri (in passato membro del cda Parmalat) risulta indagato per concorso in bancarotta. La banca ha comunicato di avere un’esposizione verso Parmalat di 37 milioni di euro.
Banche nel mirino. Continua l’inchiesta sull’aggiotaggio e si vuole chiarire il ruolo delle banche nell’emissione, da parte di Parmalat, di bond per 7 miliardi di euro. Il commissario Bondi, comunque, fra domani e martedì incontrerà i vertici di alcune importanti banche: a Parmalat servono, con urgenza, fra i 50 e i 100 milioni di euro per continuare l’attività. Nel tentativo di arginare l’offensiva dei possessori di bond negli Usa, i nuovi vertici di Collecchio hanno dato incarico a un noto studio legale di New York. Si vuole evitare che negli Usa venga aperta la procedura di bancarotta che garantirebbe una restituzione, pur parziale, degli investimenti in Parmalat.
A Enrico Bondi per traghettare Parmalat fuori dalla crisi non servono le chiavi del patrimonio di Calisto Tanzi, ma collaborazione per capire come recuperare i miliardi di euro spariti nel nulla. Questa la reazione del commissario straordinario di Parmalat alla dichiarazione di intenti letta dal fondatore del gruppo alimentare durante l'interrogatorio nel carcere di San Vittore.
Bondi, ieri al lavoro a Collecchio, con Guido Angiolini e gli advisor Lazard e Mediobanca, ha commentato che i soci, gli obbligazionisti, i fornitori e i dipendenti della Parmalat sono stati lasciati all'asciutto e non saranno gli aerei e le barche che Tanzi si è detto disposto a mettere a disposizione, ad aiutare a risanare il gruppo. Il commissario straordinario della Parmalat chiede piuttosto a Tanzi di collaborare e di indicare da una parte dove sono finiti i miliardi di euro spariti e, dall'altra, come fare a recuperarli.

Gigi Furini