15 novembre 2003 —
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sezione: Attualità
TRIESTE Il direttore generale di Banca Generali, Daniele Cabiati, 50 anni, si è dimesso. Il banchiere piemontese lascia infatti Trieste dopo sei anni per ricoprire un incarico di prestigio in uno dei principali gruppi bancari italiani. Cabiati è cresciuto alla scuola del Banco Lariano di Torino, poi incorporato nel San Paolo di Torino, istituto che ha prodotto una schiera di banchieri di primissimo livello (come Alessandro Profumo, numero uno di Unicredito). Fra laltro Cabiati ha partecipato nel 1993 al primo progetto di fusione fra grandi banche che ha portato alla costituzione del gruppo San Paolo di Torino, istituto nel quale ha svolto lincarico di direttore centrale.
Nel 1997 il manager piemontese viene chiamato a Trieste dai vertici del Leone per partecipare alla fondazione di Banca Generali, unidea innovativa nel campo della distribuzione integrata di prodotti finanziari, bancari e assicurativi. Nominato direttore generale, Cabiati riesce a ottenere importanti risultati, grazie a unesperienza di primo livello nel campo della bancassourance e private banking. In sei anni la banca del Leone ha raggiunto il terzo posto assoluto nel settore, dopo Fideuram e Mediolanum, con oltre 13 miliardi di euro di patrimonio gestito e una raccolta netta superiore ai 500 milioni di euro nei primi dieci mesi del 2003. Di recente Banca Intesa ha conferito in Banca Generali il ramo d'azienda di Banca Primavera, costituito da una rete di 1.600 promotori finanziari con un patrimonio di 5,4 miliardi. Cabiati, concludendo lesperienza triestina, ha sottolineato «limportanza e la delicatezza della gestione del patrimonio umano della banca», circa 500 dipendenti e oltre 5 mila promotori finanziari, ai quali «va il merito di avere creduto ed essersi impegnati in un progetto industriale difficile e ambizioso, raggiungendo significativi obiettivi di crescita».
p.c.f.