02 novembre 2003 —
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Trieste
Ha 17 anni, si chiama Patricia. Da ieri è ospite di un convento di suore in città. Lhanno portata lì due agenti della polizia stradale su ordine del pm Federico Frezza. Patricia era entrata in Italia da Trieste un mese fa e per quattro settimane ha lavorato come prostituta in un appartamento di Busto Arsizio.
Sempre a Trieste da ieri sono rinchiusi al Coroneo due rumeni che hanno «trasferito» la ragazza in Italia e si sono occupati della sua gestione sul mercato del sesso a pagamento. Ramona Mariana Costea, 26 anni, rispondeva al telefono il cui numero era stato pubblicato sulla rubrica «cuori solitari» del quotidiano «La Prealpina» di Varese. «Patricia bella bionda..» si leggeva nelle prime righe. Ramona Costea forniva ai clienti lindirizzo, trattava sul prezzo, spiegava che ogni richiesta, anche la più particolare sarebbe stata soddisfatta. Lei parla litaliano, la ragazza nemmeno una parola, solo il rumeno, sua lingua madre.
Patricia, questo il suo nome darte, anche se minorenne, non andava tanto per il sottile. Sapeva perfettamente che venendo in Italia avrebbe lavorato come prostituta e come «bella di giorno» non si è mai ribellata alla sua maitresse.
Secondo le intercettazioni effettuate dal pm Federico Frezza nellambito di unindagine sul traffico di clandestini, Patricia incassava tra i seicento e mille euro al giorno e li divideva a metà con Ramona Costea. Sei mesi di soggiorno nel nastro Paese le avrebbero consentito di mettere da parte un piccolo patrimonio da investire nel suo Paese. Un rischio calcolato, una scelta precisa.
In carcere è finito anche Vasile Pop, 34 anni, organizzatore del trasporto dalla Romania a Trieste e da qui in Lombardia. Sapeva che avrebbe portato a prostituirsi in Italia una ragazza minorenne. Non si è fermato. Anzi dalla intercettazioni emerge che sapeva chiaramente che la giovane aveva 17 anni. «Passerai con questa? Il problema è che ha solo 17 anni. Quando supererò la dogana ti chiamo e ti confermo il passaggio».
I due arrestati ora rischiano dai 6 ai 12 anni di carcere per sfruttamento di una minore. La legge non prevede sconti anche se la vittima era consenziente. Inoltre le intercettazioni indicano che la coppia stava per importare nel nostro paese altre ragazze. Il ritardo tra le parole e leffettivo arrivo, è stato determinato unicamente dalla dimensione dellappartamento da adibire a bordello. Quello di Busto Arsizio poteva ospitare ununica «pensionante» e la reperibilità di alloggi di maggiori dimensioni non era facile.
Le intercettazioni effettuate dal pool anticlandestini della Procura di Trieste, lo scorso anno hanno portato a significativi risultati anche fuori dello specifico contesto dellimmigrazione. In maggio a Castelvolturno in provincia di Caserta, gli investigatori della squadra mobile coordinati dal pm Federico Frezza avevano liberato una bambina nigeriana di pochi mesi, sequestrata alla madre da una organizzazione che sfruttava la prostituzione. «O ritorni sul marciapiedi o non vedrai più tua figlia».
Nel settembre del 2000 erano stati arrestati dai carabinieri di Aurisina due rumeni che erano venuti a Trieste per rapire un paio di ragazze minorenni da destinare al mercato del sesso.
Le due giovani, anchesse rumene, erano riuscite a sfuggite dal camion su cui erano state ripetutamente violentate e segregate. Uno dei due camionisti, Benone Raducanu, è rinchiuso al Coroneo e nei giorni scorsi è comparso davanti alla Corte dassise per rispondere dellaccusa di riduzione in schiavitù. Si è inginocchiata davanti ai giudici e ha proclamato la propria innocenza. Il processo riprenderà il 30 gennaio.
Claudio Ernè
Corrado Barbacini