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Per le Borse è finita la grande depressione

MILANO Chi ha investito denaro in Borsa (anche attraverso i fondi comuni) si lascia alle spalle tre anni terribili. Alla Borsa di Milano, dal luglio 2000 al luglio di quest’anno, la capitalizzazione (cioè il valore complessivo delle società quotate) si è ridotta di circa la metà. In valori assoluti sono andati in fumo 500 miliardi di euro (un milione di miliardi di vecchie lire). I dati vengono forniti dall’Eurispes, nel suo rapporto sull’andamento delle principali Borse mondiali. Tornando a cifre più semplici, chi avesse investito in Borsa 100.000 euro (duecento milioni di lire) nel luglio 2000, oggi si troverebbe con un patrimonio di 52 mila euro (naturalmente il calcolo viene fatto in base alla discesa degli indici). Infatti non tutti i titoli hanno perso allo stesso modo. Eurispes segnala, per esempio, un poker di azioni che in questi tre anni hanno dato soddisfazioni. Si tratta di Autostrade, Enel, Eni e Saipem. L’incremento più consistente è di Eni (+120%) perchè le recenti vicende belliche hanno inciso sul prezzo del petrolio (più il petrolio sale più le società petrolifere guadagnano). Fra i titoli che hanno riacquistato smalto negli ultimi tempi ci sono Bulgari, Generali, Mediaset e Olivetti, ma la «maglia nera» del listino di Piazza Affari va senz’altro a Fiat, passata dai 28 euro del 2000 ai 5,5 euro di oggi. Male Tiscali (da 51 euro a 5) e Alitalia (da 2,2 euro a 22 centesimi).
L’investitore italiano si può consolare guardando i listini esteri. Se a Milano, il Mib30 (da luglio 2002 a luglio 2003) ha perso il 47%, Parigi ha lasciato sul campo il 51% e Francoforte il 53%. Hanno fatto un po’ meglio di noi Tokyo (-40%) e Londra (-35%). Diverso il discorso per gli indici americani, dove il Dow Jones ha, tutto sommato, resistito (-13%), ma dove il Nasdaq fa segnare una perdita del 57%. È sempre l’Eurispes, nell’elaborare i dati, a dire che «la grande depressione è finita». «Da marzo ad oggi - spiegano gli esperti - è in atto un recupero sempre più consistente e generalizzato, tanto che il Mib30 ha riguadagnato l’11,69%, Francoforte il 31,7%, Londra il 10%, Parigi +14,19.
«I segnali di ripresa nei mercati borsistici, appena intravisti nell’autunno scorso e spazzati via dai venti di guerra - dice l’Eurispes - sono diventati chiari e forti negli ultimi quattro mesi». E cioè dopo «l’andamento rapido della guerra in Iraq». Un confronto viene fatto anche sull’ultimo anno di contrattazioni (da luglio a luglio). È andata meglio negli Stati Uniti (+6% il Dow Jones e +77% il Nasdaq). Resta invariata Tokyo, sale pochissimo Milano (+1%), scendono Londra (-1%), Parigi (-7%) e Francoforte (-12%).
Gigi Furini