ARCHIVIO il Centro dal 2003

Fiera di Bologna scrittori abruzzesi tra i protagonisti

di Federica D’Amato wBOLOGNA Una vera e propria festa si è aperta a Bologna in occasione della 50° edizione della Fiera del Libro per Ragazzi, una festa piena di scrittori, illustratori ed editori provenienti da tutte le parti del mondo, accorsi all’appuntamento di riferimento per un settore dell’editoria che non conosce crisi. Anzi negli ultimi anni ha vissuto una crescita in termini di qualità, produttività e professionalità che fa tremare i polsi agli ambiti classici di espressione letteraria, considerando soprattutto l’implementazione dei meccanismi di digitalizzazione in e-book del libro illustrato. E in effetti è dal mondo dell’illustrazione che scaturisce la constatazione del fermento in atto, a giudicare dalla vera e propria invasione di ragazzi e ragazze, di tutte le nazioni, che circolano in fiera muniti di grandi book sottobraccio, scarpe comode e tanta pazienza, tanta speranza in attesa di essere ricevuti dagli agenti presenti negli stand delle case editrici, stazione di quel treno che nella vita passa una sola volta. Ma i protagonisti assoluti restano i bambini e le famiglie, utenti finali di un prodotto che, a prescindere dalla latitudine di provenienza, è naturalmente vocato a creare cultura, ovvero consapevolezza, libertà e bellezza, in un calderone di eventi di grande prestigio, nel quale spicca il conferimento della laurea ad honorem in Pedagogia, da parte dell’Università di Bologna, allo scrittore francese Daniel Pennac, autore di memorabili romanzi. Un’attenzione speciale è riservata, oltre che alla Svezia, Paese ospite d’onore della fiera, allo sviluppo dell’editoria per ragazzi attraverso le tecnologie digitali e “mobile”- dalle app ai libri elettronici per bambini (“Toc”: Tools of change publishing) -, e alla divulgazione delle scienze, da sempre la grande assente nella cultura di base dei bambini italiani, nonostante la competenza del corpo docenti e l’eccezionalità dei nostri “cervelli” (in fuga). Qui si inserisce un’eccellenza abruzzese, l’ insegnante e scrittrice Anna Cerasoli, aquilana, intervenuta in fiera unitamente alla nota astrofisica Margherita Hack in occasione del ventennio di attività della più importante casa editrice italiana che si occupa di divulgazione scientifica per l’infanzia, la Editoriale Scienza, di cui la Cerasoli è autrice di punta in materia di matematica e logica. Una figura di eccezione della nostra regione che, unitamente allo scrittore pescarese Roberto Melchiorre, presente in fiera per la casa editrice Eli-La Spiga (ideatrice delle famosissime bambole WinX) e per l’abruzzese Edizioni Le Matite Colorate, dimostra come anche l’Abruzzo si stia pian piano muovendo verso un trend vincente. Dopo un periodo trascorso come borsista Cnr a Pisa, Anna Cerasoli ha lasciato la ricerca per l’insegnamento, sua vera passione, lavorando per trent’anni nelle scuole medie e superiori; giunge all’editoria scrivendo vari manuali di matematica per la casa editrice Zanichelli. In questi ultimi anni, con “I magnifici dieci”e “La sorpresa dei numeri”, editi da Sperling & Kupfer, e numerosi altri testi pubblicati con Feltrielli Kids ed Editoriale Le Scienze è divenuta scrittrice di riferimento in tale ambito. “L'insieme fa la forza. Insiemi e logica” (Editoriale Scienza) è il suo ultimo libro. L’abbiamo intervistata in una delle rare pause tra i vari incontri in Fiera. Cosa significa fare divulgazione scientifica per bambini in un paese come l’Italia? «Significa lavorare e collaborare con persone che ti accolgono in modo straordinario, forse perché siamo pochi, non so, comunque la mia esperienza è stata ed è assolutamente positiva: collaboro con quattro importanti case editrici, ogni volta che concludo un progetto me ne chiedono subito altri… Inoltre il rapporto con i bambini è bellissimo, forse perché la matematica lo è. Sono sempre entusiasti, contenti addirittura di capire e porsi continuamente delle domande. Eppure lei, durante il suo intervento, ha parlato di “matematica cenerentola nel sistema scolastico italiano... «Assolutamente. Vede, nelle scuole elementari va ancora bene, molto bene, ma poi nelle scuole medie e superiori, dove entra a gamba tesa il calcolo e la teoria, ci si stacca completamente dai problemi. È assurdo, dato che la matematica nasce per risolvere problemi! È qui che si blocca la catena di montaggio della cultura matematica, nello specifico della matematica discreta, quella moderna per intenderci». Lei è aquilana, dopo molti anni passati fuori dalla nostra regione, è tornata alle sue origini. Come ha vissuto, da scienziata e donna di cultura scientifica, la sentenza emessa nei confronti della Commissione Grandi Rischi, dopo il terremoto del 2009? « Sono tornata all’Aquila perché amo la mia città, quell’orizzonte che si apriva dal mio studio mentre scrivevo, una città elegante, colta… Poi il terremoto ha interrotto tutto. Ho vissuto quella sentenza con un senso di giustizia, contrariamente a molti miei colleghi. Non si può prevedere un terremoto, ma non si può nemmeno non prevedere che accada». ©RIPRODUZIONE RISERVATA

  • Articoli correlati - GIORNALI LOCALI GRUPPO ESPRESSO
  • il Corriere delle Alpi

    L’INEVITABILE DECLINO DELL’ITALIA

  • il Corriere delle Alpi

    Alessandra Moretti a “Futura”

  • il Corriere delle Alpi

    Senza Titolo

  • + Altri risultati