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Addio alle armi, cosa resterà delle caserme?

di Giuliano Di Tanna wPESCARA A Chieti la caserma Berardi, sede del 123° Reggimento, ha chiuso i battenti a fine settembre con una toccante cerimonia di addio alla città. Una cerimonia che è sembrata una sorta di commiato simbolico da un mondo che è iniziato a cambiare da quando, nel 2005, è stato abolito il servizio militare di obbligatorio di leva. La ridotta popolazione militare (dopo la cancellazione della naja) e le necessità economiche della crisi hanno posto la questione: che fare delle caserme? Anche l’Abruzzo è coinvolto in questa processo che comporta la possibilità di sdemanializzare e immettere sul mercato(attualmente depresso) degli immobili le ex caserme; oppure di acquisire le aree e gli edifici da parte degli enti locali (soprattutto i Comuni) per destinarli a parchi o ad usi pubblici. In questo contesto qual è attualmente la mappa della situazione in Abruzzo? E’ una cartina che rimanda a un paesaggio frastagliato dove convinono il vecchio (le caserme ancora in funzione) con il nuovo. A Chieti, non sono bastati i numeri espressi, con 2400 militari volontari l’anno formati per la ferma prefissata breve e provenienti da ogni parte del centro sud Italia, per salvare la Berardi. La caserma, adesso, potrebbe accogliere gli uffici del comando provinciale dei carabinieri in base a un progetto dell’amministrazione comunale. Entro l’anno invece, salvo improbabili ripensamenti, chiuderà anche il Dipartimento militare di medicina legale di Chieti che trova posto, dal lontano 1871, all’interno della storica caserma Bucciante della villa comunale. La città, poi, deve fare i conti con il sottoutilizzo della caserma Spinucci in piazza Garibaldi, un tempo sede del distretto militare, che ospita adesso alcuni uffici minori della questura, un archivio e i militari di stanza alla Berardi. A Vasto è chiusa ormai da più di dieci anni l'ex caserma militare di contrada Colle delle mandorle, nella parte alta della città. Due edifici su un'area di cinque ettari immersi nel verde e con vista sul mare ormai in stato di abbandono e degrado, circondati dai rifiuti. Nonostante la procedura di acquisizione avviata dal Comune con l'Agenzia del demanio nel 2009, con un esborso di 534mila euro, l’ex caserma è di fatto inutilizzata. Vista la posizione strategica, avrebbe dovuto essere un centro di eccellenza per le trasmissioni radio ma così non è stato. Antenne e ripetitori sono stati ormai smantellati e il sito, più volte bonificato, è diventato una discarica abusiva. In Provincia dell’Aquila, resta alto a Sulmona l’allarme per la chiusura della caserma Cesare Battisti. La struttura di viale Mazzini era stata condannata dalla riorganizzazione dei presidi militari minori (quelli con meno di mille e 500 posti), fino alla firma del decreto ministeriale dello scorso 5 gennaio sulla riconversione in Cme Abruzzo (il Comando regionale militare dell'esercito). Col governo Monti e l’avvio di una serie di dismissioni di presidi e servizi , però, la caserma non sarebbe più in salvo, secondo le parti sociali. Un decreto ministeriale del gennaio scorso ha ritardato la chiusura, annunciata per l’estate, a causa dei tagli alle strutture militari minori. Secondo il provvedimento, dovrebbero essere circa 200 i militari e gli impiegati civili impiegati. In questi ultimi mesi, invece, i militari in forza permanente alla Battisti non hanno mai superato le 150 unità, tra ufficiali, sottufficiali e personale dipendente del ministero. All’Aquila sono quattro le caserme. Tutte, però, hanno in gran parte perso la propria funzioni principale diventando punti di riferimento per la città capoluogo specie dopo il terremoto. In particolare quella della guardia di finanza (a Coppito), che ospita la scuola ispettori e sovrintendenti dal 2009 è nota per essere stata sede di alcuni dei principali eventi del post- sisma (funerali di stato e G8) e ancora ospita gli sfollati. La caserma Francesco Rossi (al Torrione), sede del 9° reggimento Alpini venne costruita nel 1937, ma è inagibile da dopo il terremoto. Il Comune intende stringere un accordo col ministero della Difesa per acquistare la struttura insieme all'ex distretto militare, restando invece la caserma Campomizzi-Pasquali a disposizione dell'esercito che provvederà a restaurarla. La caserma Pasquali (sulla statale 80) del 33° Reggimento artiglieria terrestre "Aqui", danneggiata in alcune delle sue palazzine, ospita anche il comando militare esercito "Abruzzo", che ha avuto le sue strutture inagibili. Per quanto riguarda la Campomizzi (sulla statale 80) la palazzina “C” della caserma è a disposizione solo degli studenti universitari. In provincia di Teramo, infine, gli unici due reparti delle forze armate presenti nel dopoguerra, ovvero il distretto militare _ istituito nel 1948 _ e la 61ma Compagnia addestrativa alpini _ istituita nel 1962 _ sono stati spazzati via dalla riorganizzazione dell'esercito seguita al crollo del muro di Berlino. Entrambi hanno cessato di esistere nel 1996 e le caserme che li ospitavano sono diventate immobili dismessi e da ricollocare. La caserma Andrea Costantini, che ospitava il distretto militare e nella quale era di stanza un piccolo reparto di fanteria, dopo un'opera di ristrutturazione durata anni e costata un milione e 650mila euro è diventata nell'ottobre 2006 sede del comando provinciale della guardia di finanza. L'attigua caserma Aurelio Grue, dove generazioni di alpini abruzzesi sono state addestrate e hanno vissuto la cerimonia del giuramento, è invece sede del comando provinciale dei vigili del fuoco dal 16 marzo 2011. (Hanno collaborato Simona Andreassi, Michela Corridore, Federica Pantano e Jari Orsini) ©RIPRODUZIONE RISERVATA