ATESSA A rischio c'è un intero territorio, non solo la Honda di Atessa, e per contrastare la crisi bisogna ripartire da subito con le infrastrutture e i servizi, che sono poi il vero cardine della competitività in Abruzzo. È questo che sono venuti a dire ieri i sindaci della Val di Sangro al governatore Gianni Chiodi e al presidente del consiglio regionale Nazario Pagano assieme ai rappresentanti provinciali di Cgil, Fiom, Fim, Uilm e Ugl. L'occasione di incontro è stata la convocazione straordinaria della commissione bilancio voluta dal consigliere regionale, e presidente della medesima commissione, Emilio Nasuti, per discutere della crisi della Val di Sangro e dello stabilimento Honda di contrada Saletti. Nei giorni scorsi anche l'assemblea dei sindaci, con 22 fasce tricolorI di tutto il comprensorio sangrino, ha affrontato il tema e redatto un documento presentato ieri in Regione. A sua volta il promemoria sarà visionato in sede nazionale presso il ministero dello Sviluppo economico. Perchè, per parlare di crisi e del recente tonfo della Honda che ha annunciato 303 esuberi su 647 dipendenti, i confini locali non bastano più. «Per come si stanno svolgendo le cose con Honda» considera Marco Fars, segretario regionale di Rifondazione Comunista «ci sembra di assistere ad una delocalizzazione lenta e progressiva. Non abbiamo a disposizione il piano industriale Honda, ma di fatto oggi si registra un depotenziamento dello stabilimento di Atessa che si limiterà solo all'assemblaggio mentre in Vietnam viene realizzato un nuovo stabilimento e vengono aumentati i volumi produttivi». Per Fars «è necessario un forte intervento delle istituzioni e del Ministero dello sviluppo economico» e «uno stato di agitazione dei lavoratori sia di Honda che dell'indotto che abbia la forza e la tenacia della vertenza Golden Lady». «Il comparto automotive» hanno ricordato i sindaci nel documento «continua a dare lavoro a circa 30mila addetti di cui 25mila in provincia di Chieti e produce un fatturato di circa 7miliardi di euro l'anno rappresentando il 20% dell'intero settore manifatturiero ed il 50% dell'export in Abruzzo». Numeri importanti dunque, che non possono essere ignorati nè dal governo nazionale nè dalle multinazionali come la Honda. Per i sindaci bisogna anche tenere conto del "Programma Innovazione" avviato con protagonisti del settore economico quali Confindustria, centro ricerche Fiat, Honda Italia, Università dell'Aquila e società consortile Sangro Aventino per sviluppare, rafforzare e consolidare il sistema automotive e favorire il radicamento delle grandi imprese sul territorio. Ci sono poi il Campus automotive, la società consortile Iam, l'Istituto superiore di meccanica, il Polo di innovazione automotive. Tutti strumenti che devono immediatamente essere resi operativi. Ed il nodo principale restano le infrastrutture. «In Abruzzo e in Val di Sangro mancano collegamenti importanti come porti, ferrovie, strade» fa appello Fabrizio Citriniti, direttore di Confindustria «e strumenti quali la fibra ottica e la banda larga. Senza queste infrastrutture si corre il rischio di restare indietro e di perdere le multinazionali che sono insediate sul territorio oltre a non attrarne di nuove». Daria De Laurentiis ©RIPRODUZIONE RISERVATA