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LA CRISI»DISOCCUPAZIONE

di Paolo Carletti wROMA Un giovane su tre tra i 15 e i 24 anni è in cerca di lavoro. La disoccupazione giovanile a maggio tocca livelli mai visti nel nostro Paese, il 36,2%, in aumento di quasi un punto percentuale rispetto al mese precedente. Una situazione catastrofica quella descritta dall’Istat, solo leggermente mitigata da ciò che ci si augura possa essere una seppur molto timida inversione di tendenza: a livello generale infatti la disoccupazione da aprile a maggio scende dello 0,1% (-18mila unità). Su base annua invece si registra ancora una crescita dell’1,9%. In definitiva il tasso di disoccupazione ad aprile si attesta al 10,1% contro il 10,2% del mese precedente quando fu toccato il massimo dall’inizio delle serie storiche. «E’ un dato francamente non accettabile per una società – ha commentato ieri sera il ministro Fornero durante una iniziativa degli artigiani dell’Ebav a Venezia – e contro il quale bisogna mettere in campo tutte le energie disponibili». Cifre che fanno inorridire i sindacati e scuotono i partiti, tutti uniti nel chiedere immediati provvedimenti volti soprattutto a tamponare la falla della mancanza di lavoro per i giovani. Nel mirino finisce ancora la «politica del rigore» portata avanti dal governo Monti per combattere il debito pubblico. E sono in molti a chiedere una sterzata, con provvedimenti ad hoc sul lavoro. «I dati sulla disoccupazione giovanile confermano le peggiori preoccupazioni – dice Anna Finocchiaro del Pd – sulla crisi e sul 2012 che registra il picco della perdita di occupazione. E’ necessario – ha aggiunto – che in attesa che la riforma del lavoro dia i suoi frutti, il governo intensifichi gli sforzi e concentri tutte le risorse disponibili, perché riguarda il futuro del Paese». Stessa sollecitazione al governo arriva da Massimo D’Alema, mentre il Pdl, con Gabriella Giammanco, esorta ad approvare la legge che la stessa parlamentare ha presentato: «L’iter della proposta di legge di cui sono relatrice, già approvata in commissione Lavoro, per agevolare i giovani che vogliono avviare una piccola impresa, deve subire una immediata accelerazione». Il segretario confederale della Cgil, Serena Sorrentino, parla di situazione «drammatica» e di «una priorità da affrontare con un piano per il lavoro». Anche per Raffaele Bonanni, ieri contestato a Napoli, servono provvedimenti urgenti, mentre Ferrero (Rifondazione) attacca Monti: «Questo governo sta peggiorando la situazione, i dati ci dicono che non è vero che aumentando la precarietà si aumenta l’occupazione. In Italia il lavoro dei giovani è totalmente precario ma continua ad aumentare la disoccupazione». Arriva anche il commento del presidente di Italia Lavoro, Paolo Reboani, a capo dell’Agenzia tecnica del ministero del Lavoro: «E’ un quadro certamente critico, ma si deve alimentare la speranza di non perdere la battaglia, C’è l’opportunità di costruire ora un’intesa tra Governo, Regioni e parti sociali che ponga l’occupazione al centro delle azioni di politica del lavoro». Tornando ai dati del rapporto Istat, si rileva che gli occupati nel mese di maggio sono stati 23.034 milioni in aumento dello 0,3% rispetto ad aprile e la crescita riguarda sia gli uomini che le donne. Rispetto a maggio 2011 gli occupati crescono dello 0,4% (98mila unità). Per fare un paragone con gli altri paesi europei, il record negativo della disoccupazione giovanile spetta alla Spagna e alla Grecia entrambe con un picco del 52,1%. La media nell’Unione europea a 27 è del 22,7%. Da parte di Confindustria si spinge ancora sulla necessità della crescita. Dice il presidente Squinzi: «Un dato gravissimo, rischiamo di perdere una o più generazioni. Occorre quindi ritrovare le condizioni dello sviluppo perché solo dalla crescita ritroveremo una capacità di creare occupazione». Infine Damiano del Pd sostiene la necessità di maggiori misure di protezione verso i disoccupati e di «una politica di sviluppo che combatta un rigorismo ottuso e recessivo che ci ha portati in questa drammatica situazione». ©RIPRODUZIONE RISERVATA