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Pescara, tifosi in rivolta per il caro abbonamenti

La nuova ripartizione dei posti decisa dalla società non prevede, almeno per ora, significativi lavori di adeguamento delle tribune e dei servizi dello stadio Adriatico. Durante la presentazione della campagna abbonamenti l’Ad Acciavatti ha accennato alla riorganizzazione degli spazi per i disabili, forse a un’ascensore dedicato in tribuna mMiella (lavori a carico del Comune), ma nulla riguardo a servizi igienici, ai varchi di accesso e alla fruibilità de i punti di ristoro nei vari settori. PESCARA I tifosi del Pescara non hanno preso troppo bene il considerevole aumento delle tariffe d'abbonamento. Qualcuno si sente addirittura tradito dalla società per questa scelta, altri aspettano con impazienza i primi acquisti sul mercato prima di decidere se rinnovare o meno la tessera. Certo sembrano lontani anni luce i momenti di entusiasmo vissuti appena un mese fa subito dopo la promozione in serie A. «La società non è stata per niente riconoscente verso chi ha seguito la squadra nei momenti più duri a cavallo del fallimento», dice Vito Lardo, «per quanto mi riguarda ho anche lavorato negli anni scorsi allo stadio nel settore della cartellonistica e, dopo il tradimento di Zeman, mi sento doppiamente preso in giro. Adesso siamo senza una squadra affidabile e ci chiedono pure un sacrificio economico in un momento di crisi. Vorrà dire che guarderemo il Pescara su Sky o Mediaset Premium nei circoli privati». « Potevano almeno privilegiare il pacchetto family», aggiunge Eugenio Di Marco, « non è giusto far pagare il prezzo intero alle donne per poter poi usufruire dell'agevolazione verso il figlio. Non tutte le donne sono appassionate di calcio. Credo che questa scelta, sommata ai vari aumenti, contribuisca a ridurre almeno la metà degli abbonati. Peccato perchè poteva essere un'occasione per battere il record delle 16000 tessere di venti anni fa». Al bar del Parco, storico punto di ritrovo dei tifosi biancazzurri, fioccano le polemiche per i prezzi triplicati in certi settori. «Ma come si possono pagare 270 euro per un abbonamento in Curva Nord?», esordisce Salvatore Casella, «gli amministratori delegati del Delfino non sanno che la maggior parte dei ragazzi non ha reddito, è disoccupata? Meno male che nei giorni scorsi era uscita fuori una nota della società per rassicurare tutti sulle voci che già giravano in città in merito agli aumenti. E cosa avevano deciso in prima battuta? Oltretutto, non è assolutamento vero che queste tariffe vanno equiparate alle altre squadre di serie A perchè ogni società può comportarsi come meglio crede senza sottostare ad alcuna regola». «Penso che lo store di via Regina Margherita lunedì, quando scatterà la campagna abbonamenti, resterà vuoto», evidenzia Andrea Aiello, «qua se non comprano due bomber dopo la partenza di Immobile e Insigne facciamo la fine del Novara che è salito in A per retrocedere già a febbraio». Il malcontento generale non riguarda solo la gente comune ma anche esponenenti del tifo organizzato. Parla per tutti Nella Grossi, storica rappresentante del club Donne Biancazzurre. «In effetti sto ricevendo continue lamentele da parte di colleghe che hanno figli e mariti al seguito. Forse i prezzi per la curva possono andare ma Distinti, tribune e poltronissima sono esagerati. Le vere priorità in questi giorni sono ben altre come la scadenza per l'Imu che preoccupa milioni di famiglie. Adesso studieremo le formule più vantaggiose per non abbandonare la squadra del cuore ma ci aspettavamo un trattamento diverso». «Questa società si è montata troppo la testa», conclude la rassegna di pareri Massimiliano Di Domizio, «che pensassero a pagare puntualmente i dipendenti invece di lucrare sulla pelle dei tifosi. Altrimenti allo stadio ci andranno solo gli amici degli amici con i biglietti omaggio come ai tempi di De Cecco che regalava i tagliandi a tutti i dipendenti pur di provare a riempire qualche settore. Ci manca solo la giornata biancazzurra così, io che vado in Curva Sud e già so di dover rinunciare alle partite con Roma, Lazio e Napoli per motivi di ordine pubblico, dovrò pure pagare il biglietto extra per un'altra partita casalinga». Marco Ratta ©RIPRODUZIONE RISERVATA