25 maggio 2012 —
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sezione: Attualità
ROMA. Emozionato? «Un pochettino...». Giorgio Squinzi scende dal palco della sala Santa Cecilia dellAuditorium al termine del suo primo discorso da presidente di Confindustria allAssemblea annuale. Il suo debutto è stato un trionfo: di applausi in sala, di commenti a margine. Alla fine del suo discorso (32 pagine) sotto il palco ci sono ad attenderlo i figli, Veronica e Marco: lo abbracciano. Poi è un susseguirsi di strette di mano, il mondo degli industriali riunito al Parco della Musica, si stringe intorno al neo presidente. «In bocca al lupo, tieni duro» gli dice Guido Barilla, presidente dellomonima multinazionale alimentare. Un augurio che gli rinnovano in tanti in un ripetersi di abbracci e complimenti. Poi, quello che si è definito luomo del dialogo non si è sottratto allassalto dei giornalisti. E a chi gli chiede se, dopo Emma Marcegaglia, con lui inizia una nuova era, Squinzi risponde: «No, è una continuità. Speriamo di essere capaci di fare gli interessi delle imprese che sono quelle del Paese». E a pensarla così sono anche i rappresentanti del mondo dellindustria, dallEni allEnel, da Finmeccanica a Telecom, da Bnl a Ferrovie dello Stato. Ma il parterre per Confindustria non è solo quello dei manager. Seduti in prima fila ci sono le istituzioni, la seconda e terza carica dello Stato, Renato Schifani e Gianfranco Fini, e il viceministro dellEconomia, Vittorio Grilli. Cè anche il governatore della Banca dItalia, Ignazio Visco, presenti gli ex presidenti di Confindustria, Luca Cordero di Montezemolo e Emma Marcegaglia. In seconda fila siedono leader di partito, membri di governo e dei sindacati. «Una relazione dura ma non demagogica» commenta il leader del Pd Pier Luigi Bersani. «La sua sfida? Un Paese normale» dice Lorenzo Cesa, Udc. Mentre Maroni sottolinea linteresse, nelle parole di Squinzi, per «la questione settentrionale», citata dal presidente in merito alle imprese del Nord. Giuseppe Orsi, Finmeccanica, giudica «positiva» la relazione di Squinzi. Un discorso sulle «priorità» per la Cgil, un po «ecumenico» per Luigi Angeletti, Uil, mentre Raffaele Bonanni, Cisl, spera che si prosegua sulla strada tracciata dalla Marcegaglia. Disponibile al dialogo il ministro dello Sviluppo economico Corrado Passera: «Apriamo un tavolo per accogliere i vostri suggerimenti». (a.da.)
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