22 gennaio 2012 —
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sezione: Pescara
CHIETI. «Dichiaro ufficialmente aperto lanno accademico 2011-2012». Per lultima volta da rettore dellateneo di Chieti-Pescara,
Franco Cuccurullo ha presieduto ieri mattina lannuale cerimonia nellaula magna del campus universitario di Madonna delle Piane, a Chieti. Un momento istituzionale e nello stesso tempo un commiato dopo 15 anni di rettorato. E un messaggio ai giovani: «Non rinunciate alla creatività, luniversità ne ha bisogno». Era il 1997 quando Cuccurullo prese le redini dellateneo, che negli anni si è trasformato passando da 17mila iscritti a 32mila.
Sul palco con lui cera lintero senato accademico, formato da presidi di facoltà e rappresentanti dei direttori di dipartimento. E poi i delegati degli atenei dellAquila e della telematica UniDav, e il rettore di quello teramano,
Rita Tranquilli Leali. Tutti rigorosamente in toga.
Cuccurullo seduto al centro, con alla sua destra
Giuseppe Paolone, preside di Scienze manageriali e coordinatore del gruppo di delegati del rettore, e a sinistra
Carmine Di Ilio, preside di Medicina e prorettore delegato. In platea, il vescovo
Bruno Forte,
Giovanni Cucullo, nuovo direttore generale, il sindaco di Chieti
Umberto Di Primio, il presidente della Provincia di Pescara
Guerino Testa e quello del consiglio regionale
Nazario Pagano. E poi, i rappresentanti delle autorità militari.
La relazione dapertura, come di consuetudine, è stata fatta dal rettore: Scienze delle tecnologie biomediche: dalla fantascienza di ieri alla realtà di oggi. Un discorso strettamente connesso alla sua professione di medico e soprattutto allincarico attuale di presidente del comitato nazionale per Biosicurezza, biotecnologie e scienze per la vita, nella presidenza del consiglio dei ministri.
«È il tema che ho scelto per questa mia prolusione», ha esordito Cuccurullo, «la quindicesima ed ultima del mio lungo mandato rettorale». Unapprofondita presentazione di quel mondo affascinante e complesso che ha cambiato il modo di intendere la medicina e ha aperto le frontiere allinnovazione. La farmacologia unita alla genetica, le agro-biotecnologie, le cellule staminali. «Su queste poggiano tante speranze», ha detto il rettore, «la scoperta delle cellule staminali e le ricerche in corso risultano uno dei pilastri della medicina del 21esimo secolo e prospettano scenari avveniristici, ma per nulla fantascientifici, riguardanti molte malattie ora incurabili, e quindi la vita di milioni di persone». Una relazione articolata, che Cuccurullo ha dedicato al vescovo Forte. In conclusione, i ringraziamenti e laugurio di «un proficuo lavoro a tutti gli operatori e in particolare agli studenti, destinatari ultimi del nostro comune impegno».
La parola è passata a
Isabella Raffi, professore straordinario di Paleontologia e paleoecologia, che nella sua relazione ha affrontato il tema del Riscaldamento climatico globale 55 milioni di anni fa: un analogo nel passato del nostro futuro?. Il frutto di un lungo lavoro che la docente ha portato a termine dedicando un anno della propria vita a un viaggio negli oceani Pacifico e Atlantico, alla ricerca di sedimenti oceanici che ci aiutassero a ricostruire il passato remoto del nostro pianeta. E una conclusione significativa: «Gli oceani continuano ad assorbire il Co2 che gli esseri umani producono, grazie agli oceani si evitano il surriscaldamento globale e le catastrofi».
Sul finire della cerimonia, latteso momento del conferimento dellOrdine della Minerva. Lonorificenza è stata consegnata dal rettore nelle mani dello storico aquilano
Raffaele Colapietra, professore universitario, studioso, scrittore, divenuto noto al grande pubblico dopo il terremoto dellAquila. È lui luomo che con dignità e orgoglio è rimasto ancorato alla sua casa, tra libri, gatti e ricordi di una vita. Una storia consegnata al racconto cinematografico grazie al film Draquila di
Sabina Guzzanti. «Non ho vinto io contro il terremoto», ha detto Colapietra, «ha vinto il cittadino». Una grande verve la sua: «Tra i miei gatti e i libri, salverei i primi perché sono vivi, mentre i libri se non li apri sono morti. E la vita deve andare avanti».
La cerimonia è stata chiusa dalle note del Va Pensiero di Giuseppe Verdi, intonate dal coro dellateneo. Lo stesso che aveva aperto con lInno di Mameli.
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Melissa Di Sano