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Cinque primari per curare i tumori


 PESCARA. Cinque super-primari per fermare i viaggi della speranza fuori Abruzzo e intercettare pazienti dalle Marche, dal Molise e dalla Puglia. Punta su una squadra di chirurghi oncologi il direttore generale della Asl di Pescara Claudio D’Amario per rilanciare l’ospedale: sono Giuseppe Colecchia, primario di Chirurgia generale, Achille Lococo, primario di Chirurgia toracica, Claudio Donadio Caporale, primario di Otorino, Maurizio Rosati, primario di Ostetricia e ginecologia, e Paolo Pompa, dal 16 dicembre scorso primario di Urologia. Cinque dottor House capaci di operare anche con i robot, fa capire D’Amario, «per far diventare l’ospedale un punto di riferimento sanitario da Bologna fino a Bari, una corazzata in grado di affrontare qualunque patologia tumorale. Questo è il primo passo di un approccio moderno ai tumori», spiega il direttore generale, «fatto di terapia medica e di un’organizzazione innovativa che comincia dalla prevenzione, prosegue, se necessario, con la chirurgia fino al trattamento dei pazienti terminali. Questa è una sanità sempre più vicina ai cittadini». La novità della squadra di chirurgia oncologica è la collaborazione tra i reparti con consulti e incontri settimanali: «Un gruppo specializzato», osserva il primario di Oncologia Marco Lombardo, «e con spirito di squadra. Questo è un valore aggiunto, utile non soltanto alla Asl ma anche all’Abruzzo». «Un progetto portato avanti da D’Amario con tanta motivazione», per il direttore sanitario Asl Fernando Guarino.
SALE OPERATORIE. Ma davanti a «cinque attaccanti da quaranta gol a campionato», come li chiama il primario di Anestesia Tullio Spina, le sale operatorie dell’ospedale e la carenza di personale non riescono a tenere il passo della professionalità dei medici: «L’obiettivo», dice Spina a D’Amario, «è arrivare a operare 12 ore al giorno». Una mancanza che si coglie anche in una frase detta da Lococo: «Se si potesse operare tutti i giorni dell’anno, ogni giorno verrebbe operato per tumore del polmone almeno un paziente». Una frase che contiene due verità: che tutti i giorni non si può operare e che l’aumento dei tumori è costante.
COLECCHIA. Il primo dei super-primari è Colecchia, 65 anni, che anziché andare in pensione vuole portare a Pescara un centro per la chirurgia dei tumori al seno: «La Chirurgia 3 ha una spiccata vocazione oncologica con due indirizzi prevalenti: la chirurgia oncologica dell’apparato digerente e la senologia», spiega Colecchia. «Gli interventi oncologici rappresentano il 75 per cento del totale e l’elemento di spicco della chirurgia dell’apparato digerente è la chirurgia colorettale e la Chirurga 3 vanta la casistica più numerosa in Abruzzo». Colecchia cita i suoi collaboratori: «Massimo Basti ha introdotto la chemio-ipertermia intraoperatoria nei tumori gastrointestinali, del peritoneo e da tumori ovarici. Marino Nardi ha sviluppato i moderni presidi della senologia. Edoardo Liberatore ha introdotto l’asportazione mininvasiva dei tumori del retto. Nicola Pitrelli è l’esperto dell’ecografia intraoperatoria. Enzo Monteferrante, coadiuvato da Valerio Caracino, ha maturato esperienza nella chirurgia video-laparoscopica dei tumori del surrene, della patologia oncoematologica, della milza e del colon».
LOCOCO. Si affida ai numeri Lococo, 57 anni: «Nel 2010 sono stati ricoverati più di 650 pazienti, di cui ben 422 sono stati sottoposti a interventi chirurgici. Sono stati eseguiti 210 interventi per tumore del polmone, 163 per tumori in altre zone del torace come timo, pleura, parete toracica ed esofago mentre le resezioni polmonari per metastasi sono state 49».
 A Chirurgia toracica si guarda avanti: «Da un anno e mezzo stiamo sperimentando la chirurgia robotica», dice il primario, «inoltre, un’altra sfida è scoprire i tumori del polmone a uno stadio precoce, quando la dimensione è di pochi centimetri. Con orgoglio, Chirurgia toracica partecipa a uno studio nazionale che vede come capofila l’Istituto europeo oncologico insieme al Regina Elena di Roma e all’Istituto oncologico fiorentino».
CAPORALE. Anche Caporale, 47 anni, elenca i numeri di Otorino: 219 interventi per tumori della testa e del collo eseguiti nel 2009, altri 250 nel 2010, cresciuti a 265 quest’anno. E il reparto fa anche mobilità attiva: secondo i dati di Caporale, degli oltre ottocento ricoveri annuali, più del venti per cento arriva dalle altre Asl d’Abruzzo e intorno al 5 per cento da fuori regione. «Il trattamento chirurgico dei tumori della testa e del collo è sempre alla ricerca di nuove tecnologie», spiega il primario che, come Lococo, punta alla chirurgia robotica: «I principali vantaggi», dice, «sono l’esecuzione di movimenti fini, la possibilità di operare in modo ambidestro e la visione amplificata e tridimensionale. Questo consente la perfetta sincronia tra chirurgo, computer e robot permettendo l’esecuzione di interventi con assoluta precisione, riducendo quindi le possibilità di errore».
ROSATI. Arrivato da Trento a maggio, Rosati, 51 anni, ha già trattato 36 pazienti ginecologiche e altre dieci sono in vista d’attesa: «L’obiettivo comune», dichiara, «è concorrere al miglior trattamento della patologia oncologica e ginecologica offrendo le migliori e più innovative tecniche chirurgiche come la laparoscopia e le nuove tecniche di trattamento chemioterapico quali la chemio-ipertermia intraoperatoria e di diagonistica, quali la microlaparoscopia in sedazione».
POMPA. Un passato (prossimo) da primario di Urologia a Chieti, Pompa, 51 anni, è in carica da sette giorni e spiega così l’evoluzione delle patologie: «Tumori vescicali e prostatici hanno visto una prevalenza ma c’è stato un preoccupante aumento dei tumori renali anche in fasce d’età precoci, come quelle dei quarantenni. Sono state introdotte», continua, «metodiche laparoscopiche per i tumori renali e surrenalici. L’attrattività registrata verso tale patologia fa pensare che in questa nuova sede sarà sicuramente mantenuto tale trend e molto probabilmente aumentato per la creazione di un polo oncologico chirurgico».

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- Pietro Lambertini