07 dicembre 2011 —
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sezione: L'Aquila
BALSORANO. Limprenditore Massimo Martinelli, marito del sindaco di Balsorano Francesca Siciliani, è stato arrestato ieri dalla Guardia di finanza. Luomo è convolto nelloperazione denominata «Gold Plastic» che ha visto 54 ordinanze di custodia cautelare in 13 regioni della Penisola per traffico illecito di rifiuti speciali.
Limprenditore è titolare della Gea Srl unimpresa che opera nel settore dei rifiuti con sede legale allAquila e base operativa a San Vincenzo Valle Roveto. Lordinanza di custodia è stata eseguita dal nucleo di polizia tributaria dellAquila.
LOPERAZIONE. Massimo Martinelli, quarantenne, è coinvolto in una maxi operazione avviata dai finanzieri del comando provinciale della Guardia di finanza di Taranto, coadiuvati da personale dellUfficio antifrode della Dogana. Le ordinanze di custodia cautelare in carcere sono state emesse dal gip del tribunale di Lecce nei confronti di indagati appartenenti ad un gruppo criminale transnazionale (individuati anche componenti di nazionalità cinese) dedito allillecito traffico di ingenti quantitativi di rifiuti speciali, costituiti da materie plastiche, gomma e pneumatici fuori uso. Eseguite numerose perquisizioni ed operati sequestri preventivi di beni nei confronti di 21 aziende. Loperazione, costituisce lepilogo di unarticolata indagine avviata nel gennaio 2009.
RIFIUTI ESPORTATI. Linchiesta, che si è avvalsa anche di numerose intercettazioni telefoniche e telematiche, ha ricostruito un traffico illecito di rifiuti speciali esportati dallItalia verso diversi paesi del sud-est asiatico con almeno 1.507 container, per un quantitativo complessivo di circa 34 milioni di chilogrammi. Un giro di affari di 6 milioni di euro. Lammontare è stato determinato contabilizzando sia gli ingenti costi evitati per lo smaltimento dei rifiuti in siti italiani autorizzati e sia per i cospicui compensi percepiti «in nero». Al porto di Taranto e altri scali marittimi nazionali, sono stati sequestrati oltre 2,6 milioni di chilogrammi di rifiuti speciali, pronti per essere spediti con falsa documentazione commerciale e doganale. Nella maggior parte dei casi, i rifiuti speciali non erano stati oggetto di alcun trattamento preliminare e potrebbero essere stati utilizzati come materia prima per la produzione di giocattoli, casalinghi, biberon e prodotti sanitari destinati alla commercializzazione sullintero territorio nazionale ed europeo.
LE ACCUSE. Nei confronti degli arrestati (tra cui rappresentanti di società operanti nel settore del recupero e riciclaggio di rifiuti speciali, spedizionieri doganali e agenti di compagnie di navigazione) sono stati ipotizzati, a vario titolo, i reati di «associazione per delinquere transnazionale finalizzata allillecito traffico di rifiuti» e «falsità ideologica in atto pubblico».
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Fabio Iuliano