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Bolzano e Trento, le migliori d’Italia

 ROMA. Al Nord Est si vive meglio che nel resto d’Italia, a cominciare da Bolzano e Trento. Sono le due province autonome del Trentino Alto Adige a fregiarsi del titolo di città dalla vivibilità migliore nel tradizionale rapporto realizzato dal Sole 24 Ore sulle 107 province italiane.
 Stilata su sei indicatori - tenore di vita, affari e lavoro, servizi ambiente e salute, popolazione, ordine pubblico e tempo libero - che mettono a confronto la qualità della vita nel territorio, la classifica del 2010 vede per la prima volta all’ultimo posto Napoli. Ma le sorprese non mancano anche per altri capoluoghi, come Milano e Roma, che solitamente vantano ottime pagelle e che, invece, quest’anno sono scese in classifica.
 E’ il Nord a farla da padrone nella top ten delle migliori. Dopo Bolzano e Trento (che portano a casa rispettivamente 637 e 636 punti), seguono Sondrio, Trieste, Aosta, Gorizia, Bologna e Belluno, nella coda delle prime dieci si inseriscono una città del centro, Siena, e un’isolana, Oristano. Bisogna scendere di molto nella lista prima di trovare città del Mezzogiorno: la penultima è Foggia, sopra Caserta e Reggio Calabria. Tra le ultime anche quattro città siciliane: Trapani, Caltanissetta, Palermo e Catania.
 A determinare il successo delle prime due province sono le buone opportunità occupazionali, il livello di reddito soddisfacente, il tessuto imprenditoriale dinamico, servizi efficienti, strade e case tranquille. Bolzano è prima anche per occupazione femminile (quasi una donna su due ha un impiego) ed è anche la meno colpita dai furti d’auto; imbattibile per “tenore di vita” Trento, dove l’inflazione è pressoché inesistente, il livello di consumi pro capite è abbastanza alto, come anche il numero di laureati sul totale dei giovani.
 Ad aver fatto scivolare in fondo alla classifica il capoluogo partenopeo invece, gli stessi parametri in cui il Nord eccelle: tenore di vita e affari/lavoro. A Napoli l’inflazione è oltre il 2 per cento; la casa costa 3.700 euro al metro quadrato; i giovani tra i 25 i 34 anni occupati sono il 41 per cento, contro una media del 68; i fallimenti di imprese sono oltre il doppio della media nazionale. Unico record positivo: ha il miglior rapporto tra anziani e popolazione attiva, il 21 per cento contro la media nazionale di uno a tre.
 Perdono posizioni nella classifica le province di Milano e Roma: il capoluogo lombardo dal 19esimo passa al ventunesimo posto, la capitale precipita di 11 posti collocandosi in trentacinquesima posizione. A penalizzare le città i trend negativi del reddito insoddisfacente e dei reati.
 Le aree del nord che si attestano sul milione di abitanti sono tutte in evoluzione: la migliore è Bologna (ottava), seguita da Bergamo (36mo posto) e Brescia (44mo). Firenze scende di qualche posizione fermandosi al 16mo posto. Stabili, ma verso il fondo della lista ci sono Bari e Salerno.
 La ricerca del quotidiano di Confindustria chiude la panoramica sulla vivibilità dell’Italia con il sondaggio sul “sentiment” che confronta i risultati degli indicatori con le percezioni dei residenti.
 Ebbene, al vertice delle province più felici (secondo gli abitanti) c’è Grosseto, seguono Aosta, Lecco, Trento, Pordenone e Como. E tra i più “felici” al centro-sud ci sono i cittadini di Sassari, Pistoia ed Enna, città che conquistano rispettivamente settimo, ottavo e nono posto.

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