LAQUILA. Sul monitor scorrono immagini tridimensionali di due tipi: LAquila distrutta dal terremoto, ma anche il capoluogo che i cittadini vorrebbero vedere, una volta ricostruito. Si è conclusa la prima fase del progetto «LAquila 3D», ideato dallarchitetto inglese Barnaby Gunning, in collaborazione con Google e coi volontari che per sette settimane hanno fotografato gli angoli del centro storico.
Nellultimo week-end di raccolta delle immagini fotografiche del centro storico, i protagonisti delliniziativa si sono ritrovati allAuditorium «Strinella 88» per confrontarsi sugli scatti raccolti e per avviare la cosiddetta fase di modellazione tridimensionale.
Un progetto che va avanti con lapporto volontario di molti aquilani, che per sette settimane hanno fotografato metodicamente il centro storico.
Per molti partecipanti si è trattato anche di unoccasione per rientrare nella zona rossa e valutare di persona lo stato di conservazione del centro storico.
«Dopo anni ho ripreso la macchina fotografica», ha commentato
Massimo Alesi, professionista nel campo della promozione culturale, «ed è stata per me una grande emozione poter partecipare al progetto rientrando nel centro storico con lobiettivo di garantire una progettazione strutturata della ricostruzione».
Perché è questa una delle finalità delliniziativa, oltre a quella di divulgare il più possibile le immagini degli isolati che si trovano in centro storico.
«A tal proposito», ha evidenziato il presidente della Fondazione Carispaq,
Roberto Marotta, «è importante ricordare che la Deputazione di Storia patria sta raccogliendo dallinizio dellemergenza sisma informazioni, documenti e foto sul terremoto, con lobiettivo di mettere a disposizione di chiunque un database sul sisma».
La sezione, realizzata anche utilizzando larchivio fotografico dei vigili del fuoco, è disponibile on line sul portale del Polo servizi culturali.
Sempre con la Fondazione Carispaq è stato realizzato il progetto di Barnaby Gunning che vede il patrocinio degli enti locali e il sostegno logistico delluniversità, di Abruzzo Action e della Manfrotto School of Xcellence.
Il primo step è quello di far rivivere lAquila in 3D attraverso la realizzazione di un modello del centro storico della città, così comera prima del terremoto e che potrebbe essere integrato successivamente anche su Google Earth.
Parallelamente alla raccolta immagini, questi ultimi due mesi hanno visto varie giornate di corsi sullutilizzo del software di modellazione «3DSketchUp».
Lultimo passo sarà la «modellazione» vera e propria del materiale fotografico raccolto, che grazie alle competenze di programmazione SketchUp acquisite dai partecipanti ai seminari e dal contributo della community di esperti nelluso del software in tutto il mondo, vedrà la realizzazione, edificio per edificio, di una riproduzione 3D del centro storico.
LAquila virtuale in 3D su Google Earth servirà a predisporre piani di masterplanning per la riapertura della città.
Questa seconda fase sarà in parte portata avanti a distanza.
«I funzionari della nostra amministrazione si confronteranno con questo progetto», ha assicurato il vicesindaco dellAquila,
Giampaolo Arduini, partecipando allincontro moderato dalla giornalista di Onda Tv,
Germana DOrazio.
A partire dai prossimi giorni le immagini raccolte e le prime ipotesi di modellazione verranno rese disponibili on line.
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Fabio Iuliano