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Generali, Geronzi verso la presidenza

 MILANO. Un vorticoso giro di colloqui negli ovattati uffici di Via Filodrammatici, ha permesso ai vertici di Mediobanca di mettere assieme il complesso puzzle per la presidenza delle Generali. Ieri Cesare Geronzi ha visto alcuni dei soci «forti» di Piazzetta Cuccia, da Giuseppe Lucchini a Salvatore Ligresti, da Fausto Marchionni (ad di FonSai) a Marina Berlusconi senza dimenticare Antonello Perricone, ad di Rcs Mediagroup, ed Ennio Doris, ad di Mediolanum: oggetto di questa selva di colloqui è ovviamente la lista per l’assemblea delle Generali.
 Alle Generali, secondo i rumors che si rincorrono da due mesi, dovrebbe approdare proprio Geronzi. A fine giornata è arrivato l’annuncio: venerdì 26 è convocato il comitato nomine che sancirà la lista di consiglieri per il prossimo cda Generali. Dopo il proscioglimento del presidente di Mediobanca dall’inchiesta Euralat - uno dei filoni aperti dal crack Cragnotti -, Geronzi sembra marciare spedito verso l’ambitissima presidenza del Leone di Trieste. Resta per ora il braccio di ferro per la presidenza di Mediobanca: si ipotizzava la staffetta con Marco Tronchetti Provera, ma l’ultima parola sulla prima banca d’affari pare nelle mani dei soci forti riconducibili alla famiglia Berlusconi dopo che Fininvest e Mediolanum hanno consolidato un asse stabile col gruppo dei soci francesi rappresentato da Vincent Bolloré e Tarak Ben Ammar. Nel silenzio assoluto che ha caratterizzato ieri il vortice di incontri, parole chiare le ha espresse proprio Bolloré: «L’argomento nomine sarà abbordato al comitato nomine di Mediobanca che si terrà entro il 31 marzo, perché le liste devono essere presentate prima del fine-settimana di Pasqua. Sono convinto che il comitato e il consiglio di Mediobanca troveranno una lista di amministratori che permetteranno a Generali di preservare indipendenza e competenza per continuare a svilupparsi», ha aggiunto il finanziere-industriale ribadendo che «le nomine le deciderà il cda di Trieste». Nell’ipotesi che la staffetta non riesca, per l’opposizione di alcuni soci come Intesa San Paolo, si affaccia l’opzione di Fabrizio Palenzona, presidente di Aeroporti di Roma e vice delle Generali.

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- Andrea Di Stefano /