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Camporotondo, fermo il tappeto mobile

  CAPPADOCIA. L’Abruzzo pubblicizza i «tapis roulant» del territorio, ma non rilascia il nullaosta a quello di Camporotondo perchè non c’è la legge regionale. A farla da padrone in questa vicenda è la burocrazia.  Nel 2004 la società «I Bucaneve» presentò alla Direzione regionale Trasporti e mobilità un progetto per la realizzazione di un tappeto mobile di 200 metri che conducesse gli sciatori alle piste di discesa Diretta, Valletta e Borea. Il pubblico esercizio delle tre nuove piste è stato subito concesso, mentre per il tapis roulant è ancora fermo.  Il Ministero dei trasporti infatti dovrebbe rilasciare un nullaosta tecnico per la sicurezza, ma mancando un’apposita normativa che regoli la costruzione e la messa in sicurezza di questi tappeti mobili, ciò non è ancora possibile.  Il problema dovrebbe riguardare tutto il Paese, ma alcune regioni hanno adottato misure alternative per colmare questa lacuna legislativa. L’Abruzzo invece ha rimandato tutto al ministero che, senza normativa, non può dare il via libera. «E’ inamissibile che noi dobbiamo tenere l’impianto chiuso mentre nella Regione tutti sono aperti», hanno spiegato i titolari de «I Bucaneve».  «A loro non serve l’autorizzazione regionale? Le autorità competenti non ci hanno dato nessuna spiegazione a riguardo. Per noi avere il tapis roulant fermo è sia un danno d’immagine, sia un danno economico».  La società turistica era stata anche denunciata con l’accusa di aver arrecato un danno ambientale a Camporotondo in seguito all’installazione dell’impianto.  Il giudice unico del tribunale di Avezzano, però, l’ha assolta con formula piena. I soci de «I Bucaneve» erano difesi dall’avvocato Franco Colucci . (e.b.)