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Muore il professore più amato


 TERAMO. Ha lasciato un gran vuoto. Lo ha lasciato nel cuore dei familiari, degli amici e dei colleghi, ma soprattutto dei suoi studenti, attuali e passati.
 Martedì è morto all’ospedale di Bologna Raymond Di Vitantonio, professore di lettere e filosofia al liceo artistico di Teramo. Una morte prematura, aveva 54 anni, causata da una grave malattia che alla fine l’ha avuta vinta. I funerali del professore, che viveva fra Torricella e Teramo, si svolgeranno oggi alle 15 nella chiesa madre di Torricella. A dargli l’ultimo saluto saranno la moglie Patrizia Vernisi, anche lei docente ma al Classico, la figlia Victoria e i genitori Fernandino e Rosina. E ci saranno anche tanti dei suoi ragazzi, quelli a cui era stato vicino fin quasi alla fine. I suoi studenti hanno scritto un messaggio al loro professore, che leggeranno oggi durante la messa. «Professore, ma non solo», hanno scritto, «E poi, di che cosa? Lettere, filosofia, storia? Beh, anche, ma soprattutto di vita. Lui, che è stato in grado di capire ognuno di noi; lui che ci è entrato dentro sino a toccare quel tasto profondo in maniera indelebile, incancellabile come il suo sorriso sarcastico sotto i baffi, le sue sigarette e i suoi mandarini, le sue pacche sulla spalla, i suoi buffetti sulla guancia, dati quasi di sfuggita per il corridoio, il suo prendersela con noi e, perché no, mandarci anche a quel paese come solo un amico preoccupato sa fare. Eh già, un amico. E’ stato tanto per noi, talmente tanto che potremmo continuare per ore, ma sarebbe lo stesso... Talmente grande da essere stato in grado di lasciare ad ognuno di noi un pezzo di sé. Ciao professò».
 Di Vitantonio è stato anche poeta, spesso con lo pseudonimo di Renato Giorgi. Più volte segnalato e finalista al premio di poesia sacra di Sant’Egidio, vincitore del secondo premio al Paestum Pompei, ha scritto, fra l’altro «Le vetrate di Saint Denis». «Chi lo ha conosciuto», ricorda il presidente del consiglio d’istituto, Mauro Di Felice, «non ricorda solo il professore che con silenziosa serenità, educazione ed antica cortesia accoglieva i genitori con le loro ansie, partecipava gli alunni con le loro incertezze e i colleghi tutti nelle difficili scelte educative, ma soprattutto il più volte finalista e vincitore di premi letterari italiani con quanto lo distingueva e lo rendeva unico e diverso, la poesia».
- Antonella Formisani

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