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A Roma per dire no al petrolio

 PINETO. Le associazioni ambientaliste, i cittadini e gli enti locali chiederanno al Governo di partecipare al tavolo tecnico che dovrà discutere dell’opportunità di rilasciare o meno le autorizzazioni per le estrazioni di idrocarburi in mare o sulla terraferma in Abruzzo.
 È quanto emerso nel corso dell’incontro che si è tenuto ieri a villa Filiani di Pineto, convocato dal sindaco Luciano Monticelli, per parlare delle strategie da adottare contro la petrolizzazione della regione. Erano presenti i rappresentanti di tutte le associazioni ambientaliste impegnate in questa battaglia, gli amministratori di alcune città abruzzesi (Francavilla, Città Sant’Angelo, Roseto, Giulianova e Chieti) e della Provincia di Chieti. Assenti quelli della Provincia di Teramo, seppure invitati all’incontro. Presente anche il consigliere regionale del Pd Claudio Ruffini.
 Tra i relatori c’erano l’ingegner Tommaso Giambuzzi, che ha illustrato nei particolari l’entità del progetto di petrolizzazione abruzzese (i punti di estrazione di idrocarburi, attualmente circa 100, raddoppierebbero e verrebbe interessato il 70 per cento del territorio regionale) ed Enzo Di Salvatore, docente di diritto costituzionale all’università di Teramo. Ed è stato proprio Di Salvatore ad aprire uno spiraglio. «Le associazioni ambientaliste e i cittadini», ha spiegato, «possono chiedere di partecipare ai vertici del Governo sul rilascio delle autorizzazioni per l’estrazione di idrocarburi. Il diritto comunitario e il diritto internazionale consentono loro di potersi esprimere. Il parere non sarebbe né di circostanza, né di facciata, ma assumerebbe pieno valore in termini di pronunciamento da parte dell’organo competente, anche se non è vincolante».
 Nei prossimi giorni le associazioni costituiranno un unico gruppo contro la petrolizzazione in modo tale da nominare i rappresentanti che dovranno partecipare alle riunioni a Roma.