10 gennaio 2010 —
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L'Aquila
SECINARO. Commissariato il Parco Sirente Velino e i sindaci del territorio fanno quadrato contro la decisione presa dalla della Regione. Il provvedimento scaturisce da un emendamento inserito nella finanziaria regionale 2010. In pratica, la Regione, a causa dellinserimento nel Parco del Comune di San Demetrio, tramite le Grotte di Stiffe, ed alla modifica della Comunità del Parco che questo comporta (non più 21 Comuni ma 22), procederà allazzeramento del direttivo dellente e alla nomina di un commissario che probabilmente sarà
Patrizio Schiazza, presidente regionale dellassociazione «Ambiente è/e Vita». Compito del commissario, tra gli altri, quello di apprvare il Piano del Parco, attualmente in fase di elaborazione. Per martedì, allAquila, è previsto un incontro tra il vice presidente del Parco,
Luigi Fasciani, e
Gianni Chiodi. «Andremo dal presidente molto determinati» dice Fasciani «lemendamento mortifica il lavoro di anni volto a promuovere e a far amare il Parco». E poi aggiunge: «Non accetteremo mai un commissario che non sia espressione di questo territorio. Se questo dovesse avvenire chiederò ai sindaci di uscire dal Parco». Il presidente in carica,
Nazzareno Fidanza, è prudente: «Attenderò lesito dellincontro tra Fasciani e Chiodi» annuncia «poi farò conoscere la mia valutazione. Gli accordi erano che lattuale direttivo si sarebbe dimesso dopo le elezioni amministrative e si sarebbe proceduto alla nomina del nuovo».
Sandro Ciacchi, sindaco di Goriano Sicoli è netto: «Se commissario ci dovrà essere» sottolinea «dovrà avere un solo compito: attendere le elezioni e convocare la nuova Comunità del Parco per eleggere il nuovo consiglio direttivo. Altri compiti, soprattutto se sarà un personaggio esterno al territorio, non ne accetteremo». Da parte di altri sindaci (
Dario De Luca di Collarmele;
Cinzia Carlone di Castel di Ieri ed
Emilio Nusca di Rocca di Mezzo) si sottolinea la volontà punitiva rispetto al territorio Sirentino: «Non se ne può più» dicono «dei tentativi di privarci persino del diritto di governare il nostro territorio. Si era raggiunto un equilibrio politico ed operativo. Con la decisione della maggioranza regionale di commissariare il Parco si torna punto e daccapo. È così» concludono «non è così che si valorizza lAbruzzo interno».
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Pasquale DAlberto