PENNE. «Intitolare una via a
Enrico Berlinguer è un riconoscimento che onora chi lo propone e lintera città di Penne». Per
Remo Gaspari, leone della politica italiana e storico esponente della Democrazia cristiana non ci sono dubbi: quello che sta accadendo a Penne in questi giorni «è una cosa sbagliata».
La polemica si è accesa quando, nellultimo consiglio comunale, è stata ritirata su richiesta del Pd la mozione presentata da Sinistra democratica, che chiedeva di intitolare una via o una piazza della città a Berlinguer, in occasione dei 25 anni dalla scomparsa del leader del Pci. Alcuni consiglieri del Pd, tra i quali lex sindaco della Margherita
Paolo Fornarola, hanno chiesto il ritiro della mozione «per evitare divisioni politiche sulla scelta della toponomastica cittadina». Il sindaco,
Donato Di Marcoberardino, ha annunciato allassise che porterà in aula proposte alternative.
«Sono profondamente amareggiato» ha detto
Giorgio Masciovecchio, uomo della scorta di Berlinguer dal 72 al 1984, «a me non risulta che lidea di intitolare una piazza o una via a Berlinguer abbia mai suscitato divisioni altrove, come pure non è mai accaduto per
Aldo Moro. Mi sono sforzato di capirlo, ma probabilmente chi ha deciso di mettersi contro una tale proposta lo ha fatto per farsi pubblicità perché magari è stato un po ignorato nel panorama politico. Altrimenti non mi spiego perché». Si tratta di «una cosa folle» per Masciovecchio che, come presidente dellassociazione «Dagli Appennini alle Onde», ha da poco organizzato una mostra fotografica di respiro nazionale, ospitata a Pescara allex Aurum, sul leader del Pci: «Questo evento ha avuto più di duemila presenze, moltissimi i ragazzi, che magari hanno poco da spartire con gli ideali di Berlinguer, ma ne condividono il messaggio. Il presidente della Repubblica ha voluto rendere omaggio alliniziativa e alla figura di Berlinguer con una targa e i presidenti di Senato e Camera ci hanno dato il patrocinio: questo a dimostrazione del valore delluomo politico e della sua capacità di superare gli schieramenti».
Tante le reazioni, soprattutto dopo il paragone con la proposta di intitolare vie al leader socialista
Bettino Craxi o ad altri esponenti politici. «Ritengo che sia una vergogna», ha detto
Maurizio Acerbo di Rifondazione comunista, «perché Berlinguer non è mai stato accusato di tangenti, né ha mai dato vita a una dittatura come ha fatto Mussolini, anzi ha anticipato la questione morale. Quello che sta accadendo a Penne mi sembra il segno dellinvoluzione culturale del Pd, ed è triste che questo avvenga proprio nel paese di
Attilio Esposto, intellettuale e dirigente del Pci, scomparso da due anni».
«Se oggi a Milano pensano di intitolare una via a Craxi, come si può pensare di non farlo nei confronti di Berlinguer, che non è mai stato giudicato da un tribunale per fatti penali, né è mai scappato dallItalia» ha detto con forza
Nevio Felicetti, ex senatore del Pci, «Berlinguer è stato uno degli uomini politici che più coerentemente si è battuto per i diritti dei lavoratori, e perché la società italiana si sviluppasse su basi di giustizia, libertà e pace, e tutto questo gli è stato sempre riconosciuto». Poi Felicetti ha raccontato che circa un anno fa, a Pescara, durante una rappresentazione teatrale, «di quelle frequentate dalla borghesia cittadina, mediamente tuttaltro che di idee comuniste», quando la protagonista, lattrice
Mariangela Melato, ha ricordato Berlinguer «dalla platea si è sollevato un applauso fragoroso, proprio perché lui è stato un esempio per tutti, tanto da essere considerato da più parti, un rappresentante dellItalia migliore».
E di ricordi ha parlato anche Gaspari: «Ho conosciuto Berlinguer e sono stato suo amico, quando insieme abbiamo avuto loccasione di lavorare per lItalia. E ha sempre confermato il giudizio che io avevo di lui: quello di un uomo concreto, onesto, pulito, che faceva le sue scelte prescindendo dal comunismo internazionale. Lamore per la patria e linteresse per gli italiani, in lui non erano subordinati allideologia».
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Melissa Di Sano