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Manifesti bloccati, gli atei si mobilitano

  PESCARA. Non è ancora concluso il caso dei manifesti contro il crocifisso nelle scuole stampati dall’Unione atei agnostici razionalisti di Pescara e bloccati dal Comune. L’Uaar attende l’atto scritto che l’amministrazione dovrebbe inviare alla società che gestisce le affissioni per conto del Comune, così da poter ricorrere alle vie legali. In più, si preparano due iniziative pubbliche sul tema del crocifisso e della sentenza della Corte europea. E da oggi gli stessi manifesti bloccati a Pescara faranno la loro comparsa a Chieti, dove nessuno si è opposto.  «Non ci sono novità positive», sospira il responsabile della sezione pescarese dell’Uaar, Roberto Anzellotti . «Le ultime notizie che abbiamo riguardano l’intervento del sindaco che si è detto certo che i manifesti non possano essere affissi in base a un non meglio precisato regolamento sulle affissioni approvato dalla Giunta precedente. Stiamo aspettando il giustificativo, un documento scritto che mi hanno assicurato debba essere inviato a chi gestisce le affissioni appunto per motivare la decisione. A quel punto potremo muoverci legalmente per sbrogliare la matassa».  Un caso che secondo Anzellotti non ha precedenti in Italia. «Ho parlato con la sede centrale dell’Uaar», svela il referente pescarese, «e il segretario mi ha assicurato che è la prima volta che accade qualcosa del genere. Finora al massimo era stato un maresciallo dei carabinieri, in Veneto, a staccare alcuni nostri manifesti, regolarmente affissi però». E anche a Pescara c’era stato un episodio che lasciava ben sperare. «Lo scorso febbraio - ricorda Anzellotti - avevamo affisso senza problemi manifesti 70x100 con la frase “La cattiva notizia è che Dio non esiste, la buona è che non ne hai bisogno”, già censurata a Genova. C’erano state proteste, polemiche, ma solo dopo l’affissione. E all’ufficio dove per sicurezza avevo presentato prima una bozza, ci avevano detto che non era prevista una visione preventiva, solo si inviava una copia in Questura. Stavolta dunque ero tranquillo, invece è andata diversamente».  In attesa che la faccenda si chiarisca a colpi di carte bollate, gli atei pescaresi non se ne stanno con le mani in mano. «Oltre al ricorso», continua Anzellotti, «ci muoviamo in altre due direzioni. Prima di tutto organizzeremo un sit-in di protesta davanti a palazzo di città, ovviamente con tutte le autorizzazioni. Inoltre, abbiamo intenzione di promuovere una tavola rotonda proprio sul tema del crocifisso. Abbiamo invitato alcuni esponenti del mondo politico contrari alla nostra posizione, ma nessuno ha accettato di partecipare. Pertanto non potrà esserci un dibattito come avremmo voluto».  A tornare sull’argomento anche il segretario pescarese dell’Associazione mazziniana italiana, Guido Perfetti . «Noi siamo per la libertà d’espressione», spiega, «e non accettiamo censure preventive da parte del primo cittadino. Non spetta a lui valutare il contenuto del manifesto, che finora neanche conoscevamo. Non dovrebbero esistere minoranze, ma ammesso che ci siano vanno tutelate». - Alberto Orsini