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Consiglio beni culturali I criteri per ricostruire

 ROMA. Il Consiglio superiore dei beni culturali e paesaggistici «fortemente preoccupato di quanto sta avvenendo a L’Aquila», ha elaborato una mozione che sarà trasmessa agli enti locali con la quale traccia le linee secondo cui deve essere fatta la ricostruzione del centro storico e di tutte le frazioni dell’Aquila.
 Lo rende noto Gianfranco Cerasoli, segretario generale Uil di settore e componente dell’organo consultivo del ministero dei beni culturali. La mozione, fa notare Cerasoli, «é anche un atto di accusa nei confronti di quanti non si sono preoccupati della vulnerabilità delle costruzioni non soltanto di interesse storico del nostro paese». Per la ricostruzione, spiega il sindacalista, il consiglio «paventa il rischio di una riduzione del centro storico a quinta teatrale e ad outlet del circondario». Tre, in particolare, gli aspetti che vengono approfonditi: 1) Criteri per la conservazione ed il restauro dei centri storici e del patrimonio architettonico: in questa sezione vengono affrontati i temi legati alla progettazione della conservazione e del restauro che dovrà mirare a recuperare e valorizzare tutte le strutture architettoniche rimaste, che rappresentano la memoria civile nello spazio e nel tempo della vita prima del terremoto. Dovrà pertanto essere la conoscenza storica, la ricerca scientifica preliminare a dettare le regole del gioco della ricostruzione. Tra le raccomandazioni quella di evitare consolidamenti strutturali e ricostruzioni non criticamente valutati che si sommino senza armonizzarsi tra loro. In questo contesto dovranno avere un ruolo centrale le strutture del ministero, quali la Direzione regionale, le soprintendenze e gli archivi sinora tenute ai margini. 2) Selezione imprese: vanno individuate le più idonee procedure di gara ai fini della selezione delle imprese e della qualificazione dei progetti di restauro evitando le offerte di ribasso economico, oppure che prevedono la partecipazione di personale non qualificato. 3) Risorse: viene denunciata la mancanza di risorse e comunque il Consiglio superiore «auspica che quelle che ci sono siano usate anche per l’asporto controllato delle macerie e il vaglio dei reperti inglobati nei crolli, ricordando che essi col maltempo si compattano e le coperture provvisionali, contestualmente alla rimozione delle macerie, soprattutto delle chiese, anch’esse in gran parte da attuare».