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La Brioni rilancia il marchio

 PENNE. Per l’azienda sartoriale Brioni Roman Style, il 2009 rimarrà anno storico. Non solo per la crisi finanziaria, che ha rallentato le vendite anche nel mercato del lusso, ma per la configurazione societaria che l’azienda sartoriale si è data con il passaggio da una gestione familiare a una manageriale. Dall’ottobre scorso, in via Fonticoli, sede della fabbrica di Penne, c’è una nuova plancia di comando: l’assemblea degli azionisti ha nominato direttore generale del Gruppo Brioni Antonio Bianchini, manager pennese. Al fianco di Bianchini, che è anche membro del consiglio della Camera di commercio di Pescara, opererà l’amministratore delegato Andrea Perrone, 40 anni, figlio di Ettore, ex componente del comitato esecutivo della Brioni nel periodo in cui dello stesso facevano parte Lucio Marcotullio e Umberto Angeloni. In sostanza, con l’attuazione del sistema dualistico, è sparito il tradizionale consiglio di amministrazione ed è stato costituito al suo posto, con la riforma del diritto societario, un consiglio di gestione, composto appunto da Perrone e Bianchini. «Tra me e il dottor Perrone c’è intesa, pianificare strategie economiche è più facile», osserva Bianchini. Penne, sede storica della fabbrica di abbigliamento del lusso dove lavorano 1.1500 dipendenti, è diventato il centro nevralgico dell’amministrazione finanziaria; tra Milano e Roma, invece, si prenderanno decisioni commerciali sulla promozione del marchio aziendale, quindi l’area vestina non esce certo indebolita dalla nuova forma di governance.
 Le strategie aziendali poi mirano a perseguire il piano di espansione, che vede il brand puntare in maniera determinata sulle economie emergenti, con un focus sulla Cina, Paese dove sono previste nuove aperture che toccheranno le piazze di Shanghai e di altre città cinesi. Senza, però, tralasciare lo sviluppo dell’elitario mercato europeo, all’interno del quale sono già in scaletta nuovi opening che potranno riguardare città come Barcellona, Dusseldorf e Amburgo. La nuova strategia mette in evidenza l’impegno che il Gruppo continua a portare avanti senza farsi sottomettere dal difficile periodo economico, continuando a investire per affermare la propria presenza sulle principali piazze mondiali. «Sono ottimista, credo fortemente nella ripresa del fatturato», afferma Bianchini. «Sono convinto perché abbiamo un prodotto di qualità e ciò è stato testimoniato da questo particolare momento di crisi: se i nostri clienti avessero avuto dubbi sulla qualità dell’abito, oggi avrebbero scelto un altro marchio», sottolinea. «Negli ultimi mesi abbiamo attraversato un periodo di ristrutturazione aziendale, che ci permetterà di rendere manageriale la gestione interna. Puntiamo a incrementare il fatturato avviando una politica di vendita diversificata. Nell’ultimo trimestre abbiamo registrato un recupero di vendite rispetto al primo trimestre», conclude, «ma questo non è abbastanza».
- Gilberto Petrucci