13 dicembre 2009 —
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Chieti
LANCIANO. E una beffa: senza la firma della Legrin, fabbrica che produce latticini nella zona industriale, i 31 dipendenti dellazienda non possono chiedere al Comune lanticipo degli stipendi della cassa integrazione ordinaria. Con quattro mensilità arretrate da riscuotere dalla Legrin e dallInps - che ha comunque appena pagato maggio -, in cassa integrazione straordinaria a zero ore dal 1º dicembre, per i lavoratori dello storico marchio frentano, non è affatto un Natale sereno.
Erano tornati a sperare i dipendenti della Legrin dopo la firma in Provincia dellaccordo per la richiesta al ministero del Lavoro della cassa integrazione straordinaria per 12 mesi per crisi aziendale e il pagamento diretto di quesultima ai lavoratori da parte del Comune. La chiusura della fabbrica era stata evitata, i 31 posti di lavoro erano stati conservati e si prospettava il pagamento degli stipendi usufruendo dellaccordo tra Comune e Bls per lanticipo della Cig ai lavorati in cassa integrazione o licenziati.
Unillusione. Nei portafogli dei dipendenti non è arrivato un centesimo perché lamministratore delegato della Legrin,
Cesare Michelin, non ha firmato la richiesta di anticipo al Comune. Un gesto che, con il Natale alle porte, ha il sapore amaro della beffa per gli operai.
«Non capisco perché Michelin non firma le richieste», afferma lo stesso assessore alle Finanze
Ermando Bozza (Pdl), che da giorni cerca di rintracciare lamministatore delegato. «Un gesto strano», aggiunge, «perché non ha oneri per lazienda, era previsto nellaccordo firmato il 1º dicembre in Provincia e perché per i lavoratori, con il Natale alle porte, è fondamentale riscuotere soldi che la Bls può versare subito».
«In realtà nellaccordo», fa notare
Fabrizio DAngelo, rsu della Cisl, «non è prevista la richiesta al Comune di anticipo della Cig ordinaria come sostenuto, in modo tendenzioso, dai rappresentanti provinciali della Cgil,
Michele Marchioli e
Ada Sinimberghi: si parla solo di Cig straordinaria. Lazienda è in difficoltà», aggiunge, «ma ha assicurato che a giorni pagherà lo stipendio di novembre e a gennaio verserà i 4 mesi arretrati».
Promesse, buoni propositi: ma le bollette, gli affitti, i regali di Natale si pagano in contanti. Per ora gli unici contanti arrivati sono quelli della Cig di maggio appena versati dallInps. Questultima fa sapere di aver fatto tutto ciò che le spettava. «Ma quei soldi sono già spariti», confida un dipendente, «li ho utilizzati per pagare delle bollette arretrate ed evitare di trascorere il Natale al buio. Solo che ora non so come spiegare alla bambina che Babbo Natale questanno forse non arriva».
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Teresa Di Rocco