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Legrin, la beffa di Natale

 LANCIANO. E’ una beffa: senza la firma della Legrin, fabbrica che produce latticini nella zona industriale, i 31 dipendenti dell’azienda non possono chiedere al Comune l’anticipo degli stipendi della cassa integrazione ordinaria. Con quattro mensilità arretrate da riscuotere dalla Legrin e dall’Inps - che ha comunque appena pagato maggio -, in cassa integrazione straordinaria a zero ore dal 1º dicembre, per i lavoratori dello storico marchio frentano, non è affatto un Natale sereno.
 Erano tornati a sperare i dipendenti della Legrin dopo la firma in Provincia dell’accordo per la richiesta al ministero del Lavoro della cassa integrazione straordinaria per 12 mesi per crisi aziendale e il pagamento diretto di ques’ultima ai lavoratori da parte del Comune. La chiusura della fabbrica era stata evitata, i 31 posti di lavoro erano stati conservati e si prospettava il pagamento degli stipendi usufruendo dell’accordo tra Comune e Bls per l’anticipo della Cig ai lavorati in cassa integrazione o licenziati.
 Un’illusione. Nei portafogli dei dipendenti non è arrivato un centesimo perché l’amministratore delegato della Legrin, Cesare Michelin, non ha firmato la richiesta di anticipo al Comune. Un gesto che, con il Natale alle porte, ha il sapore amaro della beffa per gli operai.
 «Non capisco perché Michelin non firma le richieste», afferma lo stesso assessore alle Finanze Ermando Bozza (Pdl), che da giorni cerca di rintracciare l’amministatore delegato. «Un gesto strano», aggiunge, «perché non ha oneri per l’azienda, era previsto nell’accordo firmato il 1º dicembre in Provincia e perché per i lavoratori, con il Natale alle porte, è fondamentale riscuotere soldi che la Bls può versare subito».
 «In realtà nell’accordo», fa notare Fabrizio D’Angelo, rsu della Cisl, «non è prevista la richiesta al Comune di anticipo della Cig ordinaria come sostenuto, in modo tendenzioso, dai rappresentanti provinciali della Cgil, Michele Marchioli e Ada Sinimberghi: si parla solo di Cig straordinaria. L’azienda è in difficoltà», aggiunge, «ma ha assicurato che a giorni pagherà lo stipendio di novembre e a gennaio verserà i 4 mesi arretrati».
 Promesse, buoni propositi: ma le bollette, gli affitti, i regali di Natale si pagano in contanti. Per ora gli unici contanti arrivati sono quelli della Cig di maggio appena versati dall’Inps. Quest’ultima fa sapere di aver fatto tutto ciò che le spettava. «Ma quei soldi sono già spariti», confida un dipendente, «li ho utilizzati per pagare delle bollette arretrate ed evitare di trascorere il Natale al buio. Solo che ora non so come spiegare alla bambina che Babbo Natale quest’anno forse non arriva».
- Teresa Di Rocco

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