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La maggioranza si sbriciola

 PENNE. Con l’ingresso in giunta di Gabriele Pasqualone, del Pd, la lunga crisi sembrava risolta. Invece la maggioranza di centrosinistra guidata dal sindaco Donato Di Marcoberardino appare sempre più debole. Non solo politicamente. Lunedì è mancato il numero legale in aula e il consiglio, per la seconda volta consecutiva in poche settimane, è scivolato in seconda convocazione.
 Intanto in aula lunedì sera non sono mancati attacchi e scontri tra Sinistra democratica, Italia dei Valori e Pd, che vivono ormai da separati in casa. Il clima è teso, la crisi politica di ottobre ha lasciato segni profondi. Ad aggravare la situazione della maggioranza c’è anche il rinnovo del circolo cittadino del Pd. Ad oggi sono 3 le candidature: il coordinatore uscente, Gabriele Vellante (sponsorizzato da Di Marcoberardino), Mirko Musa (in rappresentanza dei giovani del Pd) e Daniele Toppeta, capo della corrente creata dall’ex consigliere provinciale ed ex segretario Ds Enzo Di Simone. Il sindaco tenta di destreggiarsi come può (anche con furbizia), sperando di raggiungere il 2011 e ottenere la candidatura-bis. Per uno strano gioco del destino (politico), a tenere in vita la sua maggioranza ci pensano i due ex sindaci di Penne Lucio Marcotullio e Paolo Fornarola, che erano i suoi rivali in campagna elettorale.
«Questa maggioranza è a brandelli confusa su ogni punto amministrativo», ha detto Vincenzo Ferrante, capogruppo di Insieme per Penne. L’IdV ha attaccato duramente Sd, che lunedì ha fatto mancare il numero legale uscendo dall’aula: «Il presidente del consiglio non gode più della mia fiducia», commenta Luigi D’Angelo, ex assessore ai Lavori pubblici. «I componenti di Sinistra democratica, assumendo quel comportamento pretestuoso, sono stati vili».
Intanto ieri il sindaco ha ritirato la delibera sull’assestamento di bilancio: sarà ratificata entro il prossimo consiglio dopo l’approvazione in giunta. Dura l’opposizione: «La maggioranza ha commesso un abuso». La replica è stata affidata al segretario comunale Smargiassi: «Lo consente la legge».
- Gilberto Petrucci