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Distretto sanitario Malati come sardine al centro prelievi

 ROSETO. Ore 7,30: va in onda il caos al distretto sanitario di Roseto. In verità la situazione difficile riguarda in particolare gli utenti che frequentano il seminterrato, cioè coloro che si rivolgono al Cup o che devono sottoporsi al prelievo per le analisi del sangue. I problemi maggiori riguardano la scarsità dello spazio a disposizione in rapporto al numero sempre crescente di pazienti.
 «Ieri mattina», racconta un’anziana reduce da una lunga coda per le analisi, «ho quasi avuto un malore per il gran caldo che si soffriva nella sala d’attesa del distretto dove noi pazienti eravamo così numerosi che quasi mancava l’aria». Più che una sala d’aspetto si tratta di un angusto corridoio, stretto e senza finestre, dove ogni mattina restano ammassati per ore i numerosi pazienti che devono sottoporsi al prelievo, ai quali si aggiungono quelli che devono solo ritirare l’esito delle analisi.
 Le cose non vanno meglio nel locale contiguo, dove si trova lo sportello per le prenotazioni. Anche in questo caso il numero delle persone è sproporzionato rispetto all’ampiezza del locale, tanto che gli utenti si ritrovano uno addosso all’altro. Tutto questo in barba alla tanto decantata privacy, visto che le prenotazioni degli esami avvengono davanti a tutti. «Avevo bisogno di prenotarmi per una colonscopia» racconta timidamente una signora, «e praticamente tutti hanno ascoltato quello che dovevo fare perché non c’è la possibilità di fare la prenotazione in privato, ma anzi bisogna quasi urlare perché gli addetti hanno davanti uno spesso vetro che li costringe a parlare a voce alta per farsi capire».
- Federico Centola