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Critiche allo scioglimento della Comunità montana Vestina

 PENNE. La giunta regionale ha approvato la legge di riordino delle Comunità montane d’Abruzzo, in conseguenza l’ente vestino è stato sciolto. «Il criterio della media altimetrica dei comuni delle Comunità montane ha provocato un risultato che non soddisfa il territorio vestino», attaccano Ennio Napoletano e Antonio Castricone, del Pd. La Regione ha previsto per il territorio pescarese la conferma della Comunità Majella Morrone, con i 14 comuni che la componevano, più 8 dell’area vestina (Farindola, Villa Celiera, Civitella Casanova, Carpineto, Corvara, Pescosansonesco, Brittoli, Montebello) formando un solo ente e quindi provocando lo scioglimento della Comunità montana Vestina. «I comuni esclusi (Vicoli, Civitaquana, Bussi, Pietranico, Castiglione e Penne) pur coscienti del principio di razionalizzazione della spesa», continua la nota, «hanno ritenuto di dover dimostrare che il criterio applicato è lacunoso, in quanto hanno caratteristiche montane e altimetrie superiori a comuni che beneficiano della permanenza nell’ente montano. L’assessore Carlo Masci», concludono Castricone e Napoletano, «ha riconosciuto che la legge è iniqua e pertanto intende rimodulare la parte che riguarda Pescara». (gi.pe.)