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Spese elettorali, vince Mascia

 PESCARA. Luigi Albore Mascia batte Marco Alessandrini anche sulle spese elettorali.
 Il sindaco ha sborsato per la sua campagna, che lo ha portato alla vittoria alle scorse Comunali di giugno, quasi il doppio del suo rivale candidato alla carica di primo cittadino del Pd: 130.900, contro 72.500 euro.
 Sono tante le curiosità che emergono sfogliando i rendiconti per le spese elettorali presentati da sindaco, assessori e consiglieri comunali. Mascia è stato uno dei pochi che ha indicato i contributi ricevuti, mentre Pescara futura ha anche una fattura per la porchetta.
CONTRIBUTI A MASCIA  Albore Mascia guida la classifica delle spese elettorali. Il suo reddito annuo di politico e avvocato si aggira sui 45mila euro, mentre la sua campagna elettorale è costata più del doppio: 130.900 euro. Gran parte di questa spesa è stata coperta dai contributi: 102.400 derivano dalla generosità di alcuni privati e 25.000 sono arrivati dal suo partito, il Pdl. Ma ecco i benefattori: Adrom costruzioni (5.000 euro), Villaggio Mediterraneo (5.000), Vastarredo (5.000), Società immobiliare Nova Domus (2.000), Astalavista (5.000), Ecologic immobiliare (5.000), Augesco (3.000), Società agricola cooperativa (1.500), Sciarra costruzioni (3.000), Imar costruzioni (3.000), Caldora costruzioni (5.000), Madis costruzioni (3.000), Tavo calcestruzzi (3.000), pastificio De Cecco (10.000), fratelli Di Bartolomeo (5.000), Quinari spa (1.500), Mediass Gpa (3.000), Zappa Benedetto (4.000), casa di cura Pierangeli (5.000), associazione regionale Piccola e media impresa (1.200), Saquella (500), casa di cura Spatocco (5.000), Officina meccanica Angelucci (5.000), impresa Del Barone (700), Ei Systems innovative (3.000), Deco (10.000).
SPESE DI ALESSANDRINI  Ammontano a 72.500 euro le spese elettorali dell’ex candidato sindaco del centrosinistra, ora capogruppo Pd Marco Alessandrini. La spesa è quasi tre volte il suo reddito annuo è di 22.000 euro. Alessandrini ha presentato un rendiconto in cui dichiara di aver ricevuto come contributi per la sua campagna 15.000 euro da persone fisiche e 57.500 da società. Ma i benefattori non vengono svelati.
ALTRI POLITICI  Tra i consiglieri, spicca Carlo Masci come esempio di trasparenza: il leader di Pescara ha presentato, oltre a diverse fatture, anche la sua dichiarazione dei redditi e quella di sua moglie per dimostrare le spese sostenute. Masci, che ha un reddito annuo di 68.768 euro, ha dichiarato 6.110 euro di costi per la campagna. Ma il consigliere che ha speso di più è stato Stefano Cardelli (Pescara futura), nominato assessore da Mascia. Nell’opposizione, guida la classifica delle spese Giuliano Diodati (Pd) con 9.800 euro, seguito da Gianluca Fusilli (Pd) con 6.500 euro, a fronte di un reddito annuo dichiarato l’anno scorso di 153.879 euro. In fondo alla classifica dei più parsimonioni figurano Livio Marinucci (Pdl), con 260 euro e Amedeo Volpe, che ha dichiarato di non aver sostenuto nemmeno una spesa. Sono invece sei i consiglieri che non hanno presentato il loro rendiconto: Marco Mambella (Pescara futura), Massimiliano Pignoli, Vincenzo Di Noi (Lista Teodoro), Alberto Balducci, Paola Marchegiani (Pd) e Maurizio Acerbo (Prc). Infine, una polemica. La presidenza del Pdl ha replicato a Fausto Di Nisio (Idv), che ha rivelato alla stampa la nota con i contributi elargiti a Mascia. «Di Nisio», dice una nota «farebbe bene a investigare su Alessandrini, che non ha rivelato i suoi contributi». (a.ben.)