13 novembre 2009 —
pagina 11
sezione: Pescara
PENNE. Sinistra democratica non ci sta: «Non siamo un partito che cerca poltrone, bensì chiediamo il rispetto degli accordi elettorali di gennaio, che sono venuti meno dopo luscita di
Marrone dal nostro partito».
Lo afferma il capogruppo di Sinistra democratica al comune di Penne,
Guglielmo Di Paolo, in merito alla crisi politica che da oltre un mese paralizza lamministrazione comunale del sindaco
Donato Di Marcoberardino. «Vogliamo ricordare al Pd che non siamo una loro corrente politica, ma un alleato che deve essere rispettato, in ogni sede», aggiunge il dirigente Sd. Entro domani, il braccio di ferro tra Pd e Sinistra democratica si concluderà. Ne è sicuro Di Paolo: «Noi fondamentalmente siamo anche disposti a trattare, a raggiungere un accordo, nello spirito della coalizione e domani (oggi) proporremo la nostra soluzione. Ma non accettiamo prevaricazioni e se ciò dovesse accadere, siamo pronti anche a uscire dalla maggioranza».
Il Pd chiede a Sinistra democratica concretezza e di scegliere un incarico, dopo luscita del vice sindaco, Andrea Marrone, dal partito, tra la poltrona di presidente del consiglio comunale o un assessorato.
Luigi D?Angelo (Idv) aveva scelto di dimettersi, un mese fa, per favorire la risoluzione della crisi politica. «Non per ultimo», aggiunge Di Paolo, «vogliamo conoscere la posizione politica del gruppo indipendente del vice sindaco Marrone, per ristabilire equilibrio in giunta». Intanto, i sette consiglieri di minoranza hanno convocato un consiglio comunale straordinario per discutere in aula della situazione politica della maggioranza e chiedere ai consiglieri se il presidente dellassise,
Matteo Tresca, gode ancora della fiducia della maggioranza. Il futuro dellamministrazione comunale si gioca dunque in questa fase.
«Il Partito democratico deve capire che ha bisogno di costruire anche il futuro della coalizione; anche dopo il 2011, deve continuare a dialogare con noi, come il segretario nazionale
Bersani ha fatto sapere nellultima assemblea programmatica», conclude Di Paolo.
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Gilberto Petrucci