27 ottobre 2009 —
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sezione: Pescara
PENNE. Porta San Francesco è considerato un luogo simbolo della città vestina, lelemento monumentale che, da sempre, caratterizza nellimmaginario turistico Penne e il suo centro storico. Le buche larghe, profonde e pericolose sul pavimento e lincuria presenti nellarea dellantico portale del 1780 sorprendono il visitatore e danno immediatamente il sentore dellabbandono.
In attesa che venga realizzata la nuova pavimentazione in corso Alessandrini, pennesi e turisti sono costretti a dribblare le due voragini presenti sullattuale, distrutta dalle macchine. I disagi maggiori, informano i commercianti, si registrano il sabato, giorno del mercato. Anziani e bambini soprattutto rischiano continuamente di inciampare sulle mattonelle divelte sotto larco di San Francesco. Senza contare, i tacchi delle povere donne, che spesso si spezzano dentro fessure larghe più di 10 centimetri. Lo spettacolo di abbandono sul piazzale di San Francesco si amplifica con il mucchio di mattonelle rotte ammucchiate alla meglio proprio sotto lantico portale di laterizio in cotto e dinanzi allingresso della chiesa di San Nicola.
Per molti, limmagine è il simbolo dellinefficienza di chi governa la città. «Abbiamo appaltato i lavori di recupero della pavimentazione di corso Alessandrini e aspettiamo che limpresa apra il cantiere nei prossimi giorni», si difendono in Comune. In effetti, lamministrazione ha concluso liter burocratico per lesecuzione dellopera, finanziata dalla ditta Ciarcelluti: in base a un accordo di programma con lEnte, in cambio limpresa ha avuto un aumento di cubatura per realizzare un palazzo in via De Vico. Lappalto per la nuova pavimentazione di corso Alessandrini è stato vinto dalla ditta De Leonibus, di Città SantAngelo, che eseguirà i lavori per 107 mila euro. Il tratto interessato dalla nuova pavimentazione, circa 700 metri quadrati, è compreso tra piazzetta Purgatorio e Porta di San Francesco. «E avvilente vedere lemblema monumentale di Penne avvolto dal degrado», osserva un cittadino. «Perché in attesa dei lavori per la pavimentazione, il Comune non provvede provvisoriamente a coprire le buche con una lingua di asfalto? Manca un buon senso civico in chi amministra».
Il degrado non si ferma allarea dellarco. Il museo Diocesano è stato chiuso da alcuni mesi per il crollo del contro-soffitto causato da infiltrazioni di acqua. Le opere darte, cimeli della cultura sacra vestina, sono state trasferite e depositate nella cripta del Duomo. «Bisogna intervenire immediatamente per evitare di perdere quella parte di patrimonio storico dellarea vestina presente al Diocesano», esorta
Mario Costantini, storico pennese.
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Gilberto Petrucci