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Buche insidiose sotto l’antico arco

 PENNE. Porta San Francesco è considerato un luogo simbolo della città vestina, l’elemento monumentale che, da sempre, caratterizza nell’immaginario turistico Penne e il suo centro storico. Le buche larghe, profonde e pericolose sul pavimento e l’incuria presenti nell’area dell’antico portale del 1780 sorprendono il visitatore e danno immediatamente il sentore dell’abbandono.
 In attesa che venga realizzata la nuova pavimentazione in corso Alessandrini, pennesi e turisti sono costretti a dribblare le due voragini presenti sull’attuale, distrutta dalle macchine. I disagi maggiori, informano i commercianti, si registrano il sabato, giorno del mercato. Anziani e bambini soprattutto rischiano continuamente di inciampare sulle mattonelle divelte sotto l’arco di San Francesco. Senza contare, i tacchi delle povere donne, che spesso si spezzano dentro fessure larghe più di 10 centimetri. Lo spettacolo di abbandono sul piazzale di San Francesco si amplifica con il mucchio di mattonelle rotte ammucchiate alla meglio proprio sotto l’antico portale di laterizio in cotto e dinanzi all’ingresso della chiesa di San Nicola.
 Per molti, l’immagine è il simbolo dell’inefficienza di chi governa la città. «Abbiamo appaltato i lavori di recupero della pavimentazione di corso Alessandrini e aspettiamo che l’impresa apra il cantiere nei prossimi giorni», si difendono in Comune. In effetti, l’amministrazione ha concluso l’iter burocratico per l’esecuzione dell’opera, finanziata dalla ditta Ciarcelluti: in base a un accordo di programma con l’Ente, in cambio l’impresa ha avuto un aumento di cubatura per realizzare un palazzo in via De Vico. L’appalto per la nuova pavimentazione di corso Alessandrini è stato vinto dalla ditta De Leonibus, di Città Sant’Angelo, che eseguirà i lavori per 107 mila euro. Il tratto interessato dalla nuova pavimentazione, circa 700 metri quadrati, è compreso tra piazzetta Purgatorio e Porta di San Francesco. «E’ avvilente vedere l’emblema monumentale di Penne avvolto dal degrado», osserva un cittadino. «Perché in attesa dei lavori per la pavimentazione, il Comune non provvede provvisoriamente a coprire le buche con una lingua di asfalto? Manca un buon senso civico in chi amministra».
 Il degrado non si ferma all’area dell’arco. Il museo Diocesano è stato chiuso da alcuni mesi per il crollo del contro-soffitto causato da infiltrazioni di acqua. Le opere d’arte, cimeli della cultura sacra vestina, sono state trasferite e depositate nella cripta del Duomo. «Bisogna intervenire immediatamente per evitare di perdere quella parte di patrimonio storico dell’area vestina presente al Diocesano», esorta Mario Costantini, storico pennese.
- Gilberto Petrucci