CHIETI. Protestano gli agricoltori di Vacri che per anni hanno coltivato terreni gravati da un canone enfiteutico a beneficio della curia arcivescovile di Chieti-Vasto attraverso lIstituto diocesano per il sostentamento del clero. Fino allanno scorso, il canone era poco più che simbolico, da poche decine a qualche centinaio di euro allanno, ma in questi giorni sono arrivate nelle case degli «utilisti», così vengono chiamati i coltivatori dei siti concessi in enfiteusi, bollette molto più salate, in qualche caso addirittura decuplicate. Sono un centinaio gli agricoltori che protestano. E del problema è stato subito investito il sindaco,
Antonio DArtistotile, che ha promosso una riunione dei coltivatori vacresi, insieme al senatore
Giovanni Legnini, in veste di consulente legale, per far fronte comune contro la decisione improvvisa della curia. «Le leggi in materia di enfiteusi» sottolinea DAristotile «sono molto vecchie, in alcuni casi di difficile interpretazione, ma indipendentemente da questo aspetto tecnico-legale, ritengo inopportuno, in questo periodo di crisi economica che ha colpito un po tutta la popolazione e in particolare le fasce di reddito più basse, che proprio la curia arcivescovile intimi il pagamento di parcelle incredibilmente più alte di quelle normalmente richieste. Chiederò un incontro con i vertici dellIstituto diocesano per il sostentamento del clero e con leconomo diocesano per discutere il caso e cercare un punto dincontro che possa essere soddisfacente per entrambe le parti. Credo che questo problema non investa solo i terreni dei vacresi, ma di molti altri utilisti, che invito a unirsi a noi per fare fronte comune».