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«Non toccate le aquile fasciste»

 MOSCIANO. Il recupero del Belvedere e lo spostamento degli aquilotti di pietra di epoca fascista solleva polemiche. Contro il progetto dell’amministrazione comunale tuona la minoranza. In un comunicato Maria Cristina Cianella della lista “Nuovi Orizzonti per Mosciano” sottolinea i pericoli che il progetto porterebbe una volta approvato e lancia l’allarme sulle aquile poste sulle colonne del Belvedere. «Il progetto», dice, «non tiene conto della conservazione della balaustra del lato nord che verrebbe abbattuta, con la conseguente rimozione degli aquilotti di epoca fascista che si trovano dal 1935. Il Belvedere è un patrimonio architettonico della città e va salvaguardato. Abbiamo avviato una raccolta di firme per sensibilizzare la cittadinanza al problema e per impedire quello che rischia di essere uno scempio: sono già 600 le persone che hanno aderito e sono certa che il numero crescerà nei prossimi giorni. Mi rivolgo ai moscianesi affinché facciano sentire il loro malcontento su tale atto». Polemico anche il consigliere Massimo Martini che lo scorso venerdì, nel corso di un incontro pubblico promosso da tutte le forze di opposizione, ha auspicato un intervento della Soprintendenza delle Belle Arti per impedire che gli aquilotti vengano rimossi. Il sindaco razio Di Marcello risponde e replica alle accuse. «Il progetto vuole recuperare un’area del centro che è realmente fatiscente e lede, a mio avviso, l’immagine della città e dello stesso Belvedere», spiega Di Marcello, ««grazie all’iniziativa privata del proprietario dello stabile adiacente al Belvedere sarà possibile riqualificare l’area salvaguardando il monumento, le statue degli aquilotti e la stessa area del Belvedere. Uno spazio che oggi rappresenta un problema per la città diverrà finalmente una risorsa. Chi non è d’accordo sull’intervento è giusto che protesti, ma spero che lo faccia in modo onesto». Di Marcello annuncia la presentazione del progetto di riqualificazione in un incontro pubblico. «Mostreremo un plastico dell’intera area», dice, «così da far avere la reale percezione di quello che sarà il Belvedere».
Luca Lattanzi