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Tendopoli, escono i primi sfollati


di Giampiero Giancarli
 L’AQUILA. Questa mattina prenderanno il via primi trasferimenti degli sfollati dal campo di accoglienza di piazza d’Armi nella scuola della Finanza nell’ambito del programma di smantellamento delle tendopoli. Un evento «storico» ma caratterizzato da qualche polemica.
 L’annuncio ufficiale, del resto, è stato dato ieri proprio dal Capo della protezione civile, Guido Bertolaso. La scuola sarà in grado di ospitare tra i 600/700 nuclei familiari, per complessive 1.500/1.800 persone. E’ in fase di preparazione l’appalto della mensa per la fornitura nella scuola delle Fiamme Gialle di 4 mila pasti al giorno per gli sfollati. L’afflusso nella struttura militare andrà avanti gradualmente. Si confida che le operazioni di chiusura della tendopoli possano terminare entro domenica prossima anche se non esiste un termine perentorio. «Fin quando non riusciremo a far uscire tutti di buon grado l’area non sarà smantellata» dicono le persone delegate. Per tutta la giornata di ieri è proseguita l’attività della Protezione civile nella tendopoli di piazza D’Armi per informare la gente della loro destinazione. Un lavoro per niente facile, al contrario di quanto era lecito attendersi visto che ci sono persone restie a lasciare l’area di accoglienza anche al di fuori di motivi logistici. Alcuni, per esempio, a causa del sisma si sono ammalati di claustrofobia e di vivere in una struttura in muratura non se la sentono. Non a caso nei gruppi di Protezione civile che girano tra le tende ci sono psicologi al fine di agevolare gli approcci con la gente.
 Ma non tutti sono destinati alla scuola della Finanza e questo sembra provocare discordia tra alcuni che non ne vogliono sapere di andare in alberghi, talvolta anche lontani dalla città. Contemperare le esigenze degli sfollati e quelle della Protezione civile non è facile. «Non accetterò» dice Lucia Pilolli «di essere inviata in un hotel a Campo Imperatore. E’ troppo lontano soprattutto per mio marito che non ha la patente. Inoltre ho un bambino piccolo che in quella zona vivrebbe male. Se non mi hanno una sistemazione migliore tornerò nella mia casa anche se inagibile». Un’altra signora si rammarica di essere stata spedita sempre da quelle parti e un’altra ancora ritiene assurdo di essere stata destinata a Ovindoli «mentre molti stranieri potranno alloggiare alla Finanza. E poi nessuno ci ha spiegato bene i criteri per decidere le destinazioni». Qualcuno si rammarica per non avere visto il sindaco.
CASE A. Molti proprietari di case classificate A quindi agibili con piccoli interventi denunciano il mancato riallaccio del gas a causa del quale i servizi sono fortemente ridotti.