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Torna la Corsa degli zingari a Pacentro

 PACENTRO. Torna la Corsa degli zingari a Pacentro. La manifestazione, che tradizionalmente chiude il cartellone delle manifestazioni della Valle Peligna, è in programma domenica 6 settembre. Dedicata alla Madonna di Loreto, la corsa vive il suo momento culminante alle 18,30, dopo la processione. In una corsa folle, che dura complessivamente non più di tre minuti, circa 25 atleti, a piedi nudi, scattano da Colle Ardingo per arrivare esausti e con i piedi nudi insanguinati dentro la chiesetta dedicata alla Madonna.
 Nella manifestazione, quindi, si mescolano credenze religiose, senso dell’avventura sportiva estrema, folclore e tradizione. Un tempo, infatti, il vincitore della corsa, dopo aver manifestato coraggio e sprezzo del pericolo, veniva finalmente accolto nella società che conta e poteva mettere su famiglia.
 A partecipare alla corsa, infatti, erano i zingareun, ossia i più poveri del paese, quelli vestiti di stracci e pezze sdrucite. Una corsa che, nel tempo, si è caricata di altri momenti, come la corsa degli zingarelli, in programma alle 17, sempre a piedi nudi, per le vie del paese, alla quale partecipano i gioielli del vivaio, dai 7 ai 12 anni. Quelli che un giorno, se vorranno, parteciperanno alla corsa dei grandi. Quest’anno, poi, all’interno dell’associazione Corsa degli zingari, che organizza la manifestazione, tira aria di rinnovamento. Ai vertici del sodalizio, infatti, è arrivata una nuova generazione, guidata da Matteo Marcaurelio, che succede a Ermo Marchionda, storico patron della corsa. La manifestazione pacentrana, inoltre, si fregia ormai del riconoscimento, da parte dell’Aptr, come manifestazione di particolare interesse regionale, insieme al Rito dei Serpari ed alla Sagra dei cuochi di Villa Santa Maria.
 Per l’appuntamento, come ogni anno, sono attesi circa 500 spettatori, provenienti da tutta la regione, che si assieperanno lungo gli ultimi metri del percorso e sulle tribune erette dall’amministrazione comunale nel settore pianeggiante, nei pressi della chiesetta dove si conclude la corsa.
Pasquale D’Alberto