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Tendopoli, smantellamento al via


di Giampiero Giancarli
 L’AQUILA. Il programma di smantellamento delle tendopoli è avviato e comunque, chi vi ha soggiornato avrà un canale preferenziale nella assegnazione delle nuove case antisismiche. Lo ha affermato il prefetto, Franco Gabrielli, in una recente riunione nella tendopoli a Murata Gigotti a Coppito. «Il commissario Bertolaso», ha detto il prefetto, «vuole inserire come criterio per l’assegnazione delle case antisismiche una sorta di priorità per chi è stato nelle tendopoli. Io non dico che chi è ospitato negli alberghi ha subìto minori disagi ma è indubbio che chi è stato nelle tendopoli abbia dovuto patire il caldo e il freddo». Preferenza, ovviamente, concessa a persone che abbiano i requisiti previsti. Si allude, per esempio, alle case E inagibili o situate nella zona rossa, etc. Il prefetto, inoltre, ha detto che dal 6 settembre, chi ha la casa A, ovvero, agibile, dovrà lasciare le tendopoli.
SOLUZIONI PONTE. Inoltre, chi ha case B e C, la cui ricostruzione prevede tempi più lunghi del previsto, oppure la ha casa E, e attende l’assegnazione della casa antisismica, ci saranno comode soluzioni ponte: scuola sottufficiali e caserma Pasquali. «Le caserme», ha tenuto a precisare il prefetto, «non sono più quelle che molti di noi ricordano tanni anni fa quando vi hanno fatto il militare. Ora sono molto diverse».
I DATI. I dati, aggiornati al 28 agosto, vanno naturalmente della direzione dello smantellamento. Le tendopoli, infatti, sono scese a 127 con una popolazione assistita di 17.206 persone. A metà giugno le persone assistite erano circa 23mila ripartite in 152 tende. A maggio, a fronte di 170 campi di accoglienza, le persone ospitate erano oltre 35mila. Sulla costa, infine, le persone assistite sono 26.151 di cui 16.622 negli alberghi e gli altri in case private. Complessivamente (tendopoli e costa) gli assistiti sono 43.357 sfollati.
ALBERGHI. La Protezione civile sta preparando un piano per destinare posti letto agli sfollati negli alberghi dell’Aquila e dintorni che da 4 mesi sono stati occupati da Protezione civile, forze dell’ordine e ditte che hanno prenotato per tecnici ed operai impegnati nella ricostruzione. Da quanto emerge da fonti della Protezione civile, la disposizione dovrebbe essere ufficializzata a breve. La circostanza dell’indisponibilità di posti letto all’Aquila e nelle zone limitrofe ha prodotto risentimenti tra molti terremotati. Ora la Protezione civile per poter contare, nell’imminenza dalla chiusura delle tendopoli e della ripresa dell’anno scolastico, su altri posti letto sistemerà i cosiddetti «esterni» nei centri non molto vicini all’Aquila: da chiarire le modalità dei provvedimenti da adottare.