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Cristiano canta Fabrizio «Ammiro mio padre per la sua coerenza»

«Perché canto le canzoni di mio padre? Le cantano tutti, penso di poterlo fare anch’io che lo faccio da quand’ero piccolo».
 Dopo qualche anno di eclisse, Cristiano De Andrè è tornato nel nome del padre, Fabrizio, il grande cantautore della «Guerra di Piero» e di «Bocca di rosa» scomparso dieci anni fa.
 E’ tornato con un tour di successo, che si intitola programmaticamente «De Andrè canta De Andrè» e che farà tappa, domenica prossima in Abruzzo, a Civitella del Tronto, con un concerto in piazza Pepe che inizierà alle ore 21,30, organizzato dalla Service Time (ingresso 25 euro più 2 di prevendita, posto unico in piedi. Info: 085.8004408, www.servicetime.it).
 Genovese come il padre, 47 anni, Cristiano De Andrè ha esordito con una band chiamata Tempi Duri, negli anni ’80, prima di iniziare una sua carriera solistica. E’ stato, poi, al fianco di Fabrizio De Andrè nei suoi ultimi tour. E da lì riparte adesso, quasi a voler prendere il testimone dal grande genovese, come racconta in questa intervista al Centro.
 Perché ricominciare dalle canzoni di suo padre?
 
«Perché me l’hanno proposto e perché mi è sembrato un bel passagio di testimone. Ci sono molte persone che cantano le sue canzoni, quindi, ho pensato che potevo farlo anch’io che le canto da quando ero piccolo. E il tour mi sta dando grandi soddisfazioni».
 Qual è, per lei, l’eredità più preziosa di suo padre?
 
«Sicuramente la poesia che lasciato, le canzoni. Per quanto mi riguarda, poi, anche la sua grande coerenza, la costanza che ha avuto nello scrivere le sue cose».
 Del culto che ormai avvolge la figura di De Andrè che cosa pensa?
 
«Ne penso bene. Mi piace, sono contento. E’ una cosa fantastica. Più gente si avvicina alle sue canzoni e meglio è per tutti».
 Non teme che cantare le canzoni di suo padre possa finire per inchiodarla nel ruolo di «figlio di»?
 
«No, affatto. Credo piuttosto il contrario. Cantare le canzoni di mio padre non mi pone alcun problema, assolutamente. Sono un musicista e continuerò a esserlo, facendo le mie cose anche dopo questo tour».
 Fernanda Pivano, morta martedì, era amica di suo padre e della famiglia De Andrè: che ricordo ha di lei?
 
«Era una mia cara amica. Ne ho un ricordo bellissimo. Era una persona dolcissima, con una grande anima. Aveva una grandissima cultura che, però, non faceva mai pesare».

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